martedì 9 gennaio 2018

Ethnos (CMON)

Questa estate è finito sul mio scaffale Ethnos, gioco di Paolo Mori per 2-6 giocatori di durata contenuta (siamo sempre sotto l'ora di gioco) pubblicato da Cool Mini Or Not.
Nonostante il titolo abbia ricevuto un'accoglienza molto positiva oltreoceano e andando subito sold out, qui da noi ne ho sentito parlare poco, vittima spesso di critiche al comparto grafico e penalizzato forse dalla distribuzione italiana iniziata in ritardo, verso settembre mi pare.
Per farmi un'idea di come stia andando, su BGG si posiziona nella top 300 come classifica generale e scala fino alla 29esima posizione dei family.



Eh si, perché Ethnos è proprio facile da giocare, e si basa su tre regole base:
- o prendi una carta o giochi una banda (un set di carte);
- se giochi una banda deve essere tutta della stessa razza o tutta dello stesso colore;
- la prima carta del set che giochi comanda se e dove piazzare e quale potere speciale attivare.
Stop. Tutto qua. Il resto lo fanno i poteri delle 12 razze (che non useremo sempre tutte) che regalano un'ampia variabilità di esperienze di gioco con picchi di controllo della propria mano o con altri casi in cui giocare sulla mappa sarà da valutare bene rispetto ai punti concessi dai sistemi paralleli delle razze.

I materiali di Ethnos sono sufficientemente robusti. Le carte non fanno gridare al miracolo e sono sicuro che i feticisti le vorranno imbustare; i segnalini, invece, che i giocatori andranno a impilare sono stabili e di buona fattura (ovviamente non sono fiche di Splendor) e l'unica nota negativa è di gusto perosnale... l'azzurrino carta da zucchero non è un granché.

Le illustrazioni sono di John Howe, e su queste non si può dire niente. O ti piace questo stile o viri con decisione su qualcosa di diverso. Il comparto grafico è invece il meno ispirato, online ho letto qualche critica sopratutto alla plancia e un giocatore del mio gruppo è addirittura arrivato a dire che sembra una grafica da prototipo. In realtà io non la trovo così disastrosa, anche se sicuramente il mercato in questi anni ha offerto cose molto più raffinate. Ma sicuramente abbiamo imparato ad apprezzare titoli di Wallace o della Splotter Spellen decisamente più poveri.

In definitiva Ethnos è un buon gioco, adatto a un ampio pubblico che non sia prigioniero della controllabilità a tutti i costi o dell'estetica spumeggiante. Scala bene tra i 3 e i 6 giocatori, ma può avere un senso anche in 2... ma forse non con tutte le combinazioni di carte. Ha un prezzo tutto sommato contenuto rispetto ad altri titoli con la stessa dotazione e potrebbe riuscire là dove El Grande con me ha fallito miseramente... far apprezzare i giochi di maggioranze e controllo territorio.

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