mercoledì 29 novembre 2017

Intervista a Luca Bellini e Luca Borsa (in complicato ordine alfabetico)

Oggi ospitiamo sulle nostre pagine digitali una prolifica coppia di autori italiani: Luca Bellini e Luca Borsa (in complicato ordine alfabetico). Poiché è la prima volta che ho il piacere di intervistarvi, vi va di raccontarci brevemente qualcosa di voi?

Bellini: Ciao Remo e ciao a tutti i lettori. Raccontarsi è molto difficile… mi ritengo innanzi tutto un uomo fortunato: una moglie, tre figli e tanti amici con cui mi sono sempre divertito un casino. Sono arrivato nel mondo dei giochi in età matura e in modo casuale con l’idea di realizzarne uno come strumento di raccolta fondi per l’Associazione Barabba’s Clowns onlus di cui faccio parte (ho anche un vissuto da attore e clown): sviluppando quell'idea me ne vennero in mente altre e non sono più riuscito a fermarmi.

Borsa: Un saluto a tutti. Nasco ingegnere edile e ora faccio il game designer, devo dire che nel passaggio ci ho guadagnato, sposato con due figli adolescenti vivo a Busto Arsizio dove mi occupo anche di cinema sono stato per anni nel Cda di una dell' Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni.
La mia passione per il gioco da tavolo viene da lontano e anche l'inventare giochi nasce da bambino la mia prima pubblicazione con Ravensburger nel 2007 mi ha aperto un mondo di cui non riesco più a fare a meno.



Partiamo dal vostro sodalizio. Come è nato?

Bellini: Anche se arriviamo da percorsi molto diversi, entrambi abbiamo sempre avuto la consapevolezza che la nostra crescita “professionale” era in gran parte frutto del confronto con altri autori e operatori del settore attraverso relazioni personali o esperienze come IdeaG (dove, in effetti, ci siamo conosciuti). Questo ci ha portato a guardare positivamente se non addirittura a ricercare la possibilità di sviluppare idee in collaborazione… mettici assieme la vicinanza geografica e molte affinità di coppia e “il gioco è fatto” (il modo di dire mi sembra particolarmente calzante.)

Borsa: Devo dire non per caso, Luca è stato il promotore all'inizio ma ho subito capito che lavorare con lui sarebbe stato un valore aggiunto per entrambi. Sono stato fortunato a conoscerlo e i 20 km che ci separano hanno aiutato a poterci vedere e confrontare spesso ma sono soprattutto la nostra disponibilità, il grande rispetto, la reciproca fiducia e una condivisione di idee che alla fine hanno fatto la differenza e hanno portato a ottimi risultati.

Sempre in ambito autoriale, cosa invidi all'altro?

Bellini: La grande conoscenza di giochi maturata in tanti anni di passione e la consapevolezza della professionalità del nostro ruolo di autori.

Borsa: La sua capacità di stupirmi con un'illuminazione, la scintilla in lui brilla.

La notizia che vogliamo discutere però riguarda il colpaccio che avete realizzato con ben 5 giochi pubblicati da una casa editrice esordiente ma molto particolare. Cosa ci potete raccontare?

Bellini: “MAMMAMIA!!!” è quello che mi dico ancora oggi ogni volta che ci penso, sebbene dall'inizio di questa avventura sia ormai passato un anno e mezzo. E’ stato, ed è tuttora, un progetto tanto emozionante quanto impegnativo visto che nonostante l’importanza del marchio, come hai correttamente sottolineato, Chicco è un’azienda esordiente in questo mondo e noi siamo stati coinvolti in tanti aspetti dello sviluppo ben oltre quelle che sono le normali competenze dell’autore.

Borsa: Chicco, dove c'è un bambino! È nella mente di tutti gli italiani. Abbiamo avuto subito la sensazione che non sarebbe stato facile ma che ci fosse una grande volontà di portare in fondo questo progetto. Abbiamo giocato le nostre carte, abbiamo proposto idee, li abbiamo conquistati non senza difficoltà o timore per la responsabilità di un progetto cosi importante. Non è stato semplice ma ci abbiamo messo tutto: idee, lavoro, passione, competenza, e un po' di buona sorte.

Come è stato lavorare con un leader di mercato strutturato e carico di competenze come Chicco?

Bellini: La prima volta a Grandate (sede della Chicco) è stata un po' come entrare nel paese dei Balocchi e la sensazione è continuata partecipando agli Intenational Meeting dove nel loro auditorium le nostre creazioni venivano presentate assieme a tutte le linee di abbigliamento, passeggini e giocattoli a rappresentanti di decine di nazioni.
Siamo stati piacevolmente coinvolti in tutti i processi di sviluppo. Illustrazioni, grafica, scelta dei materiali, shooting fotografici, realizzazione dei video tutorial ed ora promozione del prodotto: su tutto abbiamo lavorato con un fantastico team Chicco in un clima di grande passione per quello che stava nascendo.

Borsa: Come ti dicevo prima, carico di responsabilità. Chicco ha voluto uscire con prodotti che fossero riconoscibili nel mondo del gioco da tavolo e non in quello dei giochi educativi tanto per intenderci, quindi i loro punti di riferimento sono stati le grandi aziende tedesche e francesi che si occupano da anni del segmento prescolare e hanno voluto fare prodotti di alta qualità anche nella scelta dei materiali.
Non ultimo il lavoro è stato valutato dall'ANPE l'Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani che ha validato regolamenti e corrispondenza con l'età proposta.
Non posso non ringraziare lo stupendo team di Chicco che ci ha fatto sentire parte di una grande famiglia e un plauso speciale va a Erika Signini che ha illustrato tutti i giochi, alcune sue creazioni come l'ape golosona di Bee Happy e il lupo di Zero sono da Oscar.

Quali progetti avete per il futuro?

Bellini: Parlando di Chicco, la linea avrà sicuramente una promozione commerciale importante, per il resto tutto rimane riservato.
Nel frattempo il nostro cuore batte anche per “Midnight Brunch” edito da Giochi Uniti a cui siamo particolarmente affezionati perché è il terzo titolo di una serie che con Jungle Brunch segnò l’inizio della nostra collaborazione.
Per il resto si continua a lavorare a nuove idee mentre altre sono in mano ad editori molto importanti dai quali speriamo di ricevere belle notizie …dita incrociate!

Borsa: Per quanto riguarda lo sviluppo di nuovi giochi ti ha parlato Luca, io nel frattempo continuo a portare avanti un piccolo progetto di divulgazione ludica, insieme alla pedagogista Sara Evangelisata abbiamo creato un format dal titolo “ Vieni a giocare con me !?” rivolto ai genitori  perché possano riscoprire il piacere di giocare con i propri figli. Non ultimo ho delle idee sul futuro con Luca e non solo ma forse è presto per parlarne.

Come vedete l'attuale movimento autoriale italiano?

Bellini: Molto bene. Per la mia esperienza è sempre stato un piccolo mondo in cui la maggior parte dei rapporti è fondata su una sincera e reciproca stima: molta più disponibilità a collaborare che invidia professionale e questa è una cosa che anche all'estero ci riconoscono. Il numero degli autori pubblicati aumenta ogni anno e la crescita generale del movimento autoriale italiano è ben visibile anche da manifestazioni come IdeaG che crescono costantemente in qualità e diffusione.
Anche gli ultimi passi che hanno portato alla creazione di una divisione italiana della SAZ sono segno della maturazione e autoconsapevolezza del movimento: io confido che questa realtà possa crescere nella logica di sviluppare le migliori sinergie possibili fra i suoi membri e gli altri attori del mercato ludico italiano e internazionale.

Borsa: Ricco di possibilità. Siamo in un momento storico favorevole per il mondo del gioco da tavolo, nuovi editori stanno nascendo, la possibilità di confronto e di scambio è aumentata. Anche i successi editoriali di alcuni autori italiani hanno aumentato la stima e il consenso che le grandi case editrici mondiali hanno nei confronti di tutto il nostro movimento autoriale.
Mi piacerebbe anche che ci fosse sempre di più un vero riconoscimento professionale per questo “mestiere” unico e fantastico.

Chiosa finale. Date un consiglio agli aspiranti autori di giochi.

Bellini: Bhe, gli stessi consigli che do a me stesso. Guardati attorno con curiosità e voglia di imparare. Credi nelle tue idee ma ascolta con attenzione le critiche di tutti. Goditi le emozioni e cerca di divertirti.
…se poi ti trovi un socio che ti porta a lavorare per uno dei marchi più importanti al mondo nel settore dei prodotti per l’infanzia, tutto funziona meglio :-)

Borsa: Non innamoratevi troppo delle vostre idee, fidatevi di chi è più esperto di voi, partecipate ai concorsi e agli incontri di autori come IdeaG, non lasciatevi trasportare troppo dall'entusiasmo e metteteci passione, non basta una buona idea bisogna lavorarci non è solo un “gioco” e soprattutto giocate, giocate tanto e giocate a tutto.

Grazie ragazzi per aver dedicato un po' di tempo ai nostri lettori. A presto!

2 commenti:

  1. Grandissimi, un modello per tutti gli autori!

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  2. Ho trovato l'intervista interessante. I giochi dell'infanzia è un mondo che non conosco...

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