mercoledì 15 novembre 2017

A momenti le prendo da un bambino di 8 anni

L'essere umano sa essere straordinariamente presuntuoso, e questa volta ci sono cascato anche io, dritto come un salame.

Un paio di giorni fa è venuta a trovarmi mia madre, professione tata, di quelle che ti mettono in riga anche i piccoli Hitler ma soprattutto i genitori più scapestrati. Con lei viene uno dei suoi bambini, Luca, 8 anni e faccino pulito. Senza che fossi io a entrare in argomento giochi, stranissimo, Luca mi ha chiesto se possedessi una scacchiera e divertito gli ho risposto [mentendo] che l'avevo ma che non ero certo di ricordare come si piazzassero i pezzi. "Te lo spiego io..."

Ho preso la scacchiera dallo scaffale, rimpiangendo di non poter invece prelevare un altro titolo della mia collezione magari un po' più moderno e con meno millenni sulle spalle, e abbiamo intavolato una partita. Ho finto di non ricordare dove si mettesse il Cavallo, su che lato schierassero i due colori e persino che inizia sempre il bianco. Luca mi ha corretto sempre, è stato molto attento, ma mi ha infastidito il suo atteggiamento saccente... adesso ti sistemo io...



La partita è iniziata forte con mosse aggressive (prendi il centro, prendi il controllo, prendi il centro accidenti) ma da parte mia piuttosto superficiali. Luca si è sempre preso tutto il tempo per ragionare sulle sue mosse e dopo pochi scambi uno dei miei Alfieri era suo, dopo qualche altro anche un Cavallo l'aveva raggiunto. "Luca ha un maestro di scacchi, prende lezioni ogni settimana".

Cacca.

Eccolo lì, spuntato dalla sua tana, il gamer spocchioso e presuntuoso, Alfiere. Quello che siccome ha centinaia (migliaia?) di partite alle spalle a giochi moderni e si mangia Mombasa per colazione pensa di poter affrontare a occhi chiusi un bambino che lo sfida a scacchi... un po' come quelli che palleggiano con le mani in tasca che nemmeno Maradona.

Per qualche manciata di mosse, mica poche, Luca mi è stato davanti, molestando ripetutamente la mia Donna. Poi ho azzeccato un gambetto che l'ha costretto a cedere terreno e a sacrificare un pezzo. L'inerzia della partita è cambiata e ho infilato una serie infinita di "scacco al Re" che nonostante se lo sia portato a spasso per mezza scacchiera alla fine ha capitolato.

Luca alla fine i complimenti se li è pienamente meritati, ma sono io quello che ha imparato di più. Niente doccia quella sera, meglio un bel bagno di umiltà.

1 commento:

  1. E' capito lo stesso a me in una partita di Magic.
    "Bimbo sei nuovo? Ci vado piano"
    Lui: "Due mana e gioco Tarmogoyf che è un 5/6, passo."
    Ok, il mazzo era del padre. Ma lui lo sapeva giocare. Un mazzo di 600euri tier 1. Alla fine ho vinto, dopo dei sofferti 50 minuti.
    Quel giorno ho capito che non devo sottovalutare nulla o nessuno.
    Però... Una nota la voglio fare. Il piccolo Luca sta iniziando ad avere la tipica saccenteria degli scacchisti standard. E' una cosa che proprio non sopporto...

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