martedì 25 luglio 2017

Intervista a Walter Obert, autore di The Way of Panda

Grazie a Dado Critico per la foto!
Ciao Walter, per questa prima volta sul nostro blog, ti andrebbe di presentarti in qualche riga?
Sono sempre stato attirato dai giochi, e dopo il fortunato esordio nel 92 con Vampiri in salsa rossa ho collaborato alla pagina dei giochi di Focus per una decina di anni. Nel 2005 sono tornato ad inventare e da allora non mi sono più fermato. Ho 56 anni e trovo che progettare giochi è la cosa che mi appassiona di più.

A Play abbiamo avuto l'occasione di provare un tuo gioco di prossima uscita con Pendragon, ce ne vuoi parlare?
Volentieri, anche perchè ne sono molto orgoglioso. E' il risultato di oltre 8 anni di lavoro, realizzato assieme a due concittadini piossaschesi: Andrea Mainini (ex designer FIAT, autore noto soprattutto per i suoi bellissimi puzzle game e astratti) e Alberto Vendramini (amico d'infanzia, insegnante e mangiacinghiali). Tre figure molto differenti come esperienze, gusti e visione, che proprio grazie alle loro differenze hanno saputo elaborare un gioco che mi sembra ben riuscito.



I giocatori muovono sulla mappa tre pedine con capacità differenti cercando principalmente di ripulire le strade dai briganti e far rinascere le città visitate. Questi due fattori si intrecciano in modo coerente al resto del gioco, e generano punti vittoria. Il fulcro del gioco è in una tabella azioni che conta ben 42 caselle differenti, divise in 6 livelli di costo e potenza: i punti azione disponibili per attivare queste caselle non sono molti e si possono/devono ricaricare in un modo che induce programmazione e strategia, restando facile da comprendere. La varietà è garantita da 9 + 9 carte che variano le condizioni di gioco, ottenendo 81 diverse combinazioni e strategie. La realizzazione è sontuosa, grazie al magnifico lavoro svolto da Pendragon e Cool Minis Or Not, e che ha convinto altri importanti editori a partecipare alla edizione. Sarà dura aspettare l'uscita del gioco, che dovrebbe portare qualche Punto Prestigio agli autori.

Hai altre novità in uscita?
Proprio in queste settimane sono in distribuzione nei negozi di giocattoli Wagonimo e Acrobat, che ho realizzato assieme a Carlo Emanuele Lanzavecchia per il famoso editore francese Janod. Sono due giochilli per bambini davvero semplici, realizzati con materiali di altissima qualità. Tra l'altro, è la prima volta che Janod pubblica giochi di due esterni alla casa. Difficilmente arriveranno altre sorprese a questo punto dell'anno.

Qualche progetto nel cassetto di cui ci vorresti raccontare?
 Finalmente c'è qualche editore interessato a ESPRESSO, un astratto atipico per due giocatori al quale sono particolarmente affezionato. Inoltre sono presissimo da un giocone che, per tema e meccaniche, sembra fatto apposta per sbancare su KickStarter: lotte tra bande di ladri in una città medioevale, con tanto di milizia. Conto di avere un proto pronto per l'autunno.

Con questi mesi estivi si chiude l'anno ludico, pronto a rinnovarsi con le fiere autunnali. Quali pensi saranno i trend dei giochi?
Questo è un terno al lotto, e io non gioco d'azzardo. Butto lì: semi co-op con e senza app dedicate, carpiati con doppio avvitamento in carpione. I francesi sempre sulla cresta dell'onda, gli italiani sempre più presenti nelle salette degli editori, i tedeschi a guardarsi attorno un po' spiazzati (sembra una barzelletta, neh?)

Come vedi la scena autoriale italiana?
Direi che ormai ci siamo decisamente affrancati dal ruolo di parenti poveri dei colleghi stranieri. Alcuni amici ne ha fatto un lavoro, part-time o a tempo pieno, il che significa che si sta crescendo, e bene. A livello nazionale sono decine le case editrici vecchie e nuove e centinaia gli autori che le frequentano: una crescita impressionante se paragonata a solo dieci anni fa. A mio parere chi deve ancora crescere è il popolo dei giocatori, un po' in tutti i sensi. E maggior attenzione ai venditori, gli anelli più deboli della catena.

Spendiamo due parole su IDEAG, è appena terminato l'appuntamento romano. Bilanci?
Credo fossero oltre 30 gli iscritti in questa seconda edizione nella capitale, una cifra ideale per gestire bene la manifestazione: sono sempre più convinto che sono meglio due Ideag diverse da 30 autori che una sola da 60. Il clima poi era piacevolmente rilassato ma attento, lontano dalla frenesia dell'edizione torinese; in questo senso i locali del Macro sono il top. Mi piace tornare ad apprezzare questi incontri ben gestiti (grazie a Stefano Castelli e Gabriele Luccioni con i Ludomaniacs) fatti di amicizie e relazioni personali, dove è ancora possibile conoscere gli individui e le loro creazioni. Lo stesso clima che vivremo nelle prossime edizioni, che quest'anno dovrebbero arrivare ad essere 8-9 in giro per l'Italia.

Grazie per il tuo contributo. Non vediamo l'ora di ospitarti di nuovo.
Grazie a voi per l'attenzione. Non vedo l'ora di tornare.

1 commento:

  1. Sempre più incuriosito per "Way of the Panda", grazie per l'intervista con l'autore

    RispondiElimina