giovedì 8 giugno 2017

La valle dei mercanti (Devir)

Qualche settimana fa mi sono ritagliato un pomeriggio per giocare con ilBotta e un altro amico, in questo momento non ricordo se fosse durante uno dei ponti primaverili o se fosse un venerdì particolarmente scarico al lavoro.
Come riscaldamento, in attesa del ritardatario che poi ha tirato il bidone completo, ho estratto dallo zaino La valle dei Mercanti, traduzione per il nostro mercato di Dale of Merchants che Devir Italia ha presentato a Play. Questo titolo è di un piccolo editore finlandese, Snowdale Design, di cui avevo mai sentito parlare proprio in relazione alla bontà di questa proposta.

Il gioco è un filler di sole carte (più una plancetta non proprio indispensabile) basato su deck building, collezione set e gestione della mano. Lo scopo è quello di vincere una corsa alla collezione di mazzetti di carte di valore esatto e crescente. Il mezzo è un classico loop in cui utilizzo le carte che ho in mano per acquistarne altre, queste finiscono in un mazzetto degli scarti che tornerà poi a ripopolare la mia mano quando il mazzo di pesca si esaurisce. A tutto ciò aggiungete un botto di abilità diverse date da ciascuna carta.



Dopo una rapida spiegazione, ilBotta macina regolamenti da anni e non c'è da andare per il sottile con lui, si parte scegliendo la configurazione di razze base. Ecco qui la prima particolarità. Il mazzo di gioco viene composto a piacere scegliendo tra un pool di razze, più o meno interattive, più o meno complesse da maneggiare. Se dovesse uscire in italiano la seconda confezione che contiene altre 6 razze il gioco diventerebbe veramente molto vario offrendo esperienze di gioco decisamente personalizzabili.

Mi sembra di ingranare bene, ma mi sembra sempre di farlo anche quando prendo le peggio randellate a Innovations dopo che ho conquistato liscio le prime tre ere. Infatti dopo qualche tentennamento... le carte scoperte nel display non sono poche e di testo da leggere ce n'è a bizzeffe... ilBotta comincia a macinare set uno dietro l'altro. Ahi.


A questo punto vorrei soffermarmi un attimo su ambientazione e grafica. I mercanti di cui parla il gioco sono animali resi più o meno antropomorfi; i mazzetti dei diversi Lo stile del disegno non saprei identificarlo, forse onirico o forse fiabesco, ma è comunque un tratto molto piacevole e direi anche ispirato, una buona prestazione per l'autore del gioco (Sami Laakso) che da one man show ne è anche il disegnatore.

La partita, come detto una corsa a chi completa per primo l'obiettivo, è rimasta tesa fino alla fine. Al completamento del mio settimo mazzetto però il mio avversario era avanti un paio di mosse e a meno di colossali errori... La situazione non si è trascinata e nonostante avessi capito di non poter vincere non è montata la frustrazione, potevo sempre sperare che gli arrivasse una mano di carte particolarmente sfortunata o che un fulmine lo colpisse.

In definitiva La valle dei mercanti è un buon filler, dalle dinamiche semplici e modulabile sui gusti dei giocatori. Il punto debole è tutto nella quantità di testo delle carte, una volta in mano non è un grosso problema perché già le conosci e hai tempo tra un turno e l'altro per una veloce rilettura, ma quelle sul display invece (soprattutto nella prima metà della partita) sono veramente fastidiose da leggere; per un giocatore potrebbe essere un prezzo minimo da pagare, mentre potrebbe fare storcere il naso a un occasionale.

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1 commento:

  1. D'amante dei deck building lo prenderò. Bella segnalazione.

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