martedì 14 marzo 2017

now press Play! dV Giochi

Play si avvicina, il conto alla rovescia continua inesorabile, e anche oggi scrivo due righe su uno degli editori che sarà presente all'evento, come lo è stato costantemente in questi anni ma per mia percezione sempre più attivo e in espansione. Visto che tutti parlano delle novità dV Giochi per Play, invece di elencarvele (e comunque vi ho accennato di 3 Secrets e Deckscape) ho pensato di fare un paio di domande a Barbara Rol, che si occupa di marketing e comunicazione presso l'editore umbro, per a vostra curiosità verso questa casa editrice.

Ciao Barbara, ho notato un radicale aumento nel numero delle novità annue, originali e localizzate, pubblicate da dV Giochi a partire dal 2014. Cosa è cambiato?



Ciao Remo, il nostro mercato si muove ormai a ritmi vertiginosi e dobbiamo restare al passo. Inoltre la quantità di titoli in uscita può trarre in inganno: in realtà i giochi sono destinati a pubblici diversi. Alcuni titoli saranno rivolti agli appassionati del nostro settore, altri a ragazzi e adulti totalmente digiuni di giochi da tavolo, altri ancora ai bambini e alle loro famiglie. Quindi, nessuna abbuffata di giochi: cerchiamo solo di mantenere un “menù” sempre vario.

Mi sembra non stiate puntando particolarmente sul gioco organizzato e sulla torneistica, eccezion fatta per Bang! È una scelta che porterete avanti? Pensate di cambiare qualcosa? Quali sono le motivazioni?

Crediamo molto nelle attività di gioco organizzato e, se si creeranno le condizione, non esiteremo a organizzare nuovi circuiti torneistici. Perché un gioco abbia il suo campionato dedicato sono necessarie alcune condizioni di partenza: una diffusione capillare e stabile del gioco nel mercato italiano e un target che sia attratto dalle competizioni ufficiali. Al momento solo BANG! risponde a entrambi i requisiti.

Grazie Barbara, non vedo l'ora di provare le vostre nuove proposte per la primavera 2017. Ci vediamo a Play.

Mi rivolgo ora ai lettori... Che ne dite del punto di vista di dV Giochi? In un mercato sempre più abbuffato non inondare i giocatori con titoli della propria etichetta è la scelta vincente? E cosa pensate del gioco organizzato?

1 commento:

  1. E' una scelta coraggiosa. Visto che oggi vive il pensiero: "Più fai e meglio è". Ma a volte, il troppo stroppia...

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