martedì 20 dicembre 2016

Yokohama (OKAZU Brand)

Uno degli editori che in questi anni si sta distinguendo nel frizzante panorama dell'estremo oriente è sicuramente la OKAZU Brand (String Railway, Trains, Sail to India), che quest'anno ha proposto Yokohama, finanziato anche su Kickstarter, gioco per 2-4 giocatori della durata indicativa di 90 minuti.

Questo gioco ci calerà nei panni di mercanti giapponesi dell'era Mejii, un momento di fermento economico che ha visto un incremento esponenziale dell'esportazione dei prodotti nipponici parallelamente a una forte modernizzazione del paese. Nel mezzo di questo fermento economico ci poniamo noi, presidenti di una arrembante società, pronti a spendere i nostri assistenti per ottenere il massimo risultato.

Cosa offre di interessante la lettura del regolamento?


La particolarità di questo gioco trovo sia nel mix tra piazzamento lavoratori e movimento su griglia al fine di ottenere punti potere, la forza con cui si svolge l'azione dell'area che hai selezionato.
Partendo dalla plancia, abbiamo una serie di tessere adiacenti tra loro su cui si dovrà muovere il nostro presidente, questo segnalino potrà passare solamente su tessere dove abbiamo previamente piazzato un assistente (secondo la regola piazza 3 in tessere diverse o piazza 2 in un'unica tessera).
Quando svolgo un'azione con almeno 4 o 5 punti potere sblocco due azioni che permettono di migliorare la performance del turno, un bonus potere (una tessera da attivare immediatamente) e la costruzione di negozi (incrementare il potere) e di centri commerciali (incrementare il potere e fanno pagare i giocatori che passano sulla tessera).

Senza dilungarmi oltre nella descrizione delle fasi che si ripetono di round in round, il resto del gioco si concentra sulla produzione, trasformazione e consegna di merci più o meno rare e nel presidio di alcune tessere (le plance gestionali).
Il conteggio dei punti vittoria si articola su 5 criteri principali che mi sembrano premiare un'attenta pianificazione a lungo termine.

Yokohama propone qualche idea interessante innestata su un impianto di gioco classico, accendendo la fiamma del mio interesse... tanto per cambiare metafora e non chiamarla sempre scimmia. Mi lascia molto dubbiosa la facilità di lettura di una plancia così mutevole di partita in partita e con un'importante dose di informazioni su ciascuna tessera (un po' lo stesso dubbio che ho per The Colonists per la quantità di tessere in gioco).
Il prezzo non è economico e al momento in cui scrivo non mi pare sia disponibile mercato italiano, quindi penso che mi terrò ancora per un po' la voglia di provarlo aspettando le edizioni occidentali a opera di dlp games e Tasty Minstrel Games (che sempre più guarda all'eccellenza delle produzioni asiatiche).

2 commenti:

  1. Questa corsa all'oriente non mi attira nemmeno un po :-P

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  2. Sai i giochi da tavolo asiatici mi stanno affascinando, ma sono davvero difficili da reperire

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