martedì 15 novembre 2016

Jolly Roger... quando i pirati non stancano mai (il Niubbo)

L'estate è già un ricordo che si è portata via poche partite e tante grigliate ma con l'arrivo della stagione fredda i giochi cominciano a ricomparire sui nostri tavoli e oggi voglio parlarvi in modo più approfondito di Jolly Roger che aspettava paziente di essere provato fin da Play.
Dopo i simpatici nani scavatori di Saboteur, Frederic Moyersoen attinge al tema piratesco tanto amato nel mondo dei giochi da tavolo, proponendo un titolo da 4 a 10 giocatori, da 10 anni in su e della durata di circa 30 minuti. La durata potrà sensibilmente variare in base a quanto tempo perderanno i giocatori nell'insultarsi dopo l'ennesimo furto o colpo basso.
Come ogni ciurma che si rispetti dovremo collaborare per ottenere le parti di bottino ma promesse non mantenute, punizioni, furti e ammutinamenti porteranno solo il più scaltro a vincere la partita.

Nel dettaglio, all'inizio di ogni partita, viene scelto a caso un capitano che a sua volta nominerà un quartiermastro, il suo braccio destro… si spera.
Il capitano avrà il compito di scegliere ad ogni round la rotta di viaggio. Le destinazioni prevedono forti, navi mercantili o insediamenti per ottenere le carte bottino. Tra queste carte abbiamo i dobloni (punti vittoria a fine partita) ma anche rum, ostaggi e gioielli che diventeranno merce di scambio durante il gioco.
Un'altra destinazione potrà essere l'isola del tesoro per sotterrare e mettere al sicuro il nostro malloppo oppure il covo dei pirati dove aruolare nuovi membri dell'equipaggio. I nuovi membri sono rappresentati dalle carte ciurma e possono avere effetti speciali o un determinato valore di navigazione, cannone o spada. Quando il capitano sceglierà di assaltare ad esempio un mercantile, ogni giocatore dovrà cercare di collaborare al meglio scartanto carte per soddisfare i requisiti dell'obiettivo altrimenti potrebbe incombere nella punizione del quartiermastro. Dopo ogni decisione del capitano potrà scattare un ammutinamento. In questo caso, riguardo le carte ciurma, prenderemo in considerazione il valore in pirati. Potremo quindi sostenere il capitano o schierarci tra gli ammutinati magari incoraggiati da qualche futura lauta ricompensa oppure corrompere qualcuno affinché sostenga la nostra causa. Ovviamente ogni scontro contribuirà a rimescolare le carte e dopo dieci destinazioni raggiunte la partita termina.

il Niubbo mi ha mandato solo due foto :-P
Tanto divertimento racchiuso in una scatolina con 150 carte egregiamente illustrate. Poco testo su alcune carte con un regolamento scritto bene e di facile assimilazione disponibile in italiano grazie alla Devir Italia.
Spesso con giochi di questo tipo è facile cadere nel retorico consiglio del “serve il gruppo giusto“ ma, avendolo provato appositamente senza il gruppo giusto, posso affermare che, proposto a nuovi giocatori, servirà di più una sorta di moderatore nascosto. Può capitare che ci si possa accanire contro un giocatore tagliandolo fuori dal gioco quindi è fondamentale che qualcuno, nell'ombra, cerchi di mantenere un livello equilibrato. Dopo alcune partite vedrete come a nessuno verrà in mente di ammutinarsi di punto in bianco rischiando di autodistruggersi ma farà in modo di fomentare la ciurma gradualmente fino al momento giusto per far scoppiare un putiferio generale.
Come considerazione personale, avendo amato il precedente saboteur, ho apprezzato molto l'impegno dell'autore nel superare il problema downtime. Di fatto in Jolly Roger si giocherà tutti contemporaneamente sia nel momento in cui si giocano carte ma anche nelle fasi di dibattito e questa meccanica ha contribuito all'ambientazione. Se con Black Fleet muovendo la tua nave pirata ti troverai a fischiettare la colonna sonora di “I pirati dei caraibi”, con Jolly Roger tempo un turno ed il capitano si rivolgerà a voi con un sonoro “Aaaarrrh, corpo di mille balene, issate le vele branco di sporchi bucanieri ubriaconi!“. Stupendo.

“Dovunque vorremo andare andremo, una nave è questo in realtà. Non è solo una chiglia, con uno scafo e un ponte o delle vele, sì, la nave è fatta così, ma ciò che è una nave è… ciò che la Perla Nera è in realtà… è libertà” (Jack Sparrow)

1 commento:

  1. Non ti nego che vorrei provarlo.
    Frederic Moyersoen mi ha convinto con "Saboteur".

    RispondiElimina