martedì 13 settembre 2016

La scintilla creativa

La scorsa settimana, in occasione di Play.Vi 2016, ho avuto la possibilità grazie ai ragazzi di MagnoGato (affiliata Tana dei Goblin Vicenza) di tenere un workshop a proposito di game design e creatività, mi prenderò quindi qualche riga sul blog per registrare le considerazioni e gli argomenti che sono stati trattati. Per giustificarmi di eventuali strafalcioni o inesattezze teoriche che potreste rilevare, vi avverto che non sono un docente professionista del settore ma semplicemente un moderatore parzialmente (per ora) formato che si occupa anche di questo in un'azienda; quindi quanto esporrò si rifà alle mie esperienze e al materiale che ho collezionato nel tempo.

Come premessa d'obbligo, l'originalità di fatto non è fondamentale nei giochi da tavolo; spesso si riutilizzano in toto meccaniche e pattern presenti in altri giochi o si rimescola cose già viste per ottenere dinamiche nuove o comunque un'esperienza nuova. Quindi se con originalità intendiamo un momento operativo primo, che esclude quindi l'idea di riproduzione, specialmente in quanto copia o versione, con creatività stiamo parlando di una skill, un'abilità, che ci aiuta a generare nuove idee, nuove soluzioni essenziali per mantenerci in una posizione competitiva... competitiva in questo caso nel ruolo di autori. Ci sono molte sfaccettature della creatività, non escludendo appunto la capacità di combinare elementi esistenti in modi nuovi per rispondere a nuove necessità.

Un aspetto interessante da tenere presente è come funziona un processo innovativo, traducibile nella corretta gestione di idee che si stanno trasformato in realtà. L'emergere di idee creative è l'inizio del processo, ma nuove informazioni che arricchiscono l'idea devono essere aggiunte mano a mano. L'obiettivo principale della creatività è quello di andare oltre le frontiere esistenti, per risvegliare la curiosità, fare affidamento sulla fantasia e finzione, e di prendere in considerazione una moltitudine di soluzioni e alternative al fine di produrre innovazione. In uno schema classico da 100 idee basilari e fantasiose possono essere estrapolati 10 concetti che portano in seguito a elaborare 1 soluzione. Il corretto uso di tecniche creative (introdotte nel mondo industriale da sessant'anni) può aiutarci nel processo innovativo. Oggi esistono circa 200 tecniche diverse, ognuno di noi può informarsi, sperimentare e trovare le tecniche più efficaci e più adatte alla propria personalità.

Durante il workshop abbiamo sfruttato due tecniche distinte: brainstorming e morphological box, provando ad abbinarle in un'unica sessione. Senza scendere in spiegazioni tecniche (potete cercare testi che spiegano nel dettaglio come imbastire un'attività di questo tipo), tengo a sottolineare che per essere creativi la situazione e l'ambiente devono essere controllati. Nel brainstorming, per esempio, essendo un processo di discussione l'ambiente deve essere rilassato in modo che i partecipanti si trovino a loro agio; sono inoltre categoricamente escluse le critiche per favorire lo scambio e la generazione di idee e per evitare un'autocensura. Non sottovalutate mai l'atteggiamento e l'attitudine delle persone con le quali scegliete di confrontarvi.

Spero di aver in qualche modo trasmesso informazioni utili ai partecipanti senza sprecare il loro tempo, alcune facce non mi sembrano convinte al 100%, però come prima volta mi sento soddisfatto, nel caso si dovesse ripresentare l'occasione andrà sicuramente meglio.
Tornando a un argomento generico, penso che la professionalizzazione del ruolo di autore di giochi passi anche dalla formazione personale in questi campi, in modo da avere gli strumenti per fare sempre meglio, con approcci diversificati e orientati a un processo innovativo efficace. E voi, che ne pensate?

1 commento:

  1. Non so' davvero cosa altro aggiungere sulla creatività, ma non ti nego che mi hai dato da pensare.

    RispondiElimina