giovedì 22 settembre 2016

Cry Havoc, cosa mette sulla plancia la Portal?

Dopo un 2015 fantascientificamente fiacco, giusto un dimenticabile Theseus, la Portal torna a pubblicare massicciamente prodotti a tema sci-fy e tra gli altri lo fa anche sfoderando un titolo che ha generato un hype non da poco: Cry Havoc, quello che Tom Vasel definisce il miglior gioco del 2016... voi ci credete al vecchio zio Tom?

La storia è piuttosto trita, quatto razze si contendono un pianeta ricco di una risorsa rara (i cristalli), una di queste è indigena mentre le altre tre sono invasori, ma sono tutti a caccia di punti vittoria. La grafica è fighissima, con colori fluo super brillanti, spari laser e raggi B che balenano... no questa è un'altra storia. Stranamente la topografia di questo pianeta o forse della sola zona di guerra è simmetrica con zone equidistanti tra loro e confini tracciati con il righello... hum... tutto questo mi puzza.


Il gioco si svolge in massimo 5 round in cui si svolgono 6 fasi nel seguente ordine:
- Eventi, risolvi alcuni tasselli e effettua azioni di sistemazione della plancia (aggiornare l'iniziativa e riattivare le carte abilità);
- Pescare le carte, 4 dal proprio mazzetto asimmetrico;
- Azioni, 3 ciascuno a turno permettono di muovere, reclutare, costruire/attivare strutture, pescare tattiche da usare in battaglia, abilitare il conteggio;
- Risoluzione battaglie, la parte innovativa del gioco, con l'obbligo di piazzare le truppe coinvolte in uno dei tre settori (prima l'attaccante e poi il difensore) che una volta risolti tramite maggioranza daranno tre effetti diversi (controllo della regione contesa, cattura di una miniatura avversaria come prigioniero, uccisione delle miniature avversarie per 1 punto vittoria ciascuna);
- Prigionieri, dove ogni miniatura avversaria non riscattata vale 1 punto vittoria;
- Conteggio, se abilitato dall'unica carta di ciascun mazzo, attiva il conteggio dei cristalli presenti nelle regioni controllate (per tutti i giocatori); chi ha abilitato il conteggio ottiene come bonus un ulteriore fase di assegnazione punti (1 punto vittoria per ogni regione controllata).
A questo va aggiunto un sistemino per gestire il termine anticipato della partita se i segnalini dei giocatori oltrepassano un evento non risolto e un paio di idee sulla quarta razza, i Trog che già abitano il pianeta.

Come avrete già capito il gioco ha un'idea interessante nello svolgimento del combattimento, un sistema che ha fatto gridare al miracolo gli amanti del card driven. Personalmente però la lettura del regolamento non mi ha entusiasmato e anzi, parto un po' prevenuto. Cercherò sicuramente di sedermi al tavolo in fiera per provare una mezza partita ma immagino già che quei 90-120 minuti scritti sulla scatola, a smazzuolarsi per un boccone di terreno in un'ambientazione che a ora poco sento... bhe, potrebbero pesarmi parecchio. Finisce in Skip.

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