martedì 19 luglio 2016

Sempre più Coloni (il Nubbio)

Riflettori puntati sulla Portal con due novità che riguardano Coloni Imperiali, prodotto che speriamo continui a venire supportato da Pendragon Game Studio.

Sono riuscito a mettere mano su una copia del gioco base da poco e ammetto di non aver ancora preso confidenza nemmeno con le quattro fazioni (nello specifico durante l'ultima partita hanno massacrato i miei poveri giapponesi) originali, che posso già pregustare altre due espansioni oltre alle due già localizzate e disponibili sul mercato italiano. Dopo “Perché non possiamo essere amici?” e gli “Atlantidei” è in traduzione il secondo pacchetto impero “3 è il numero magico” e in progetto una nuova fazione: gli “Aztechi”.




Riguardo al nuovo pack “3 è il numero magico” introdurrà una nuova regola per valorizzare la scelta delle carte e bonus per la costruzione di set di edifici di particolari colori. In questo nuovo mazzo ci saranno nuove carte sia per il mazzo comune che per le fazioni e per il gioco in solitario. L'uscita è prevista per autunno 2016.

La nuova fazione degli Aztechi, come facilmente intuibile, fonderà la propria espansione sulla costruzione di templi e l'organizzazione di feste e cerimonie per ottenere favori divini.
Anche per questa espansione, oltre al nuovo mazzo base azteco, nuove carte per le altre fazioni ottimizzate per interagire insieme, nuove carte comuni e nuovi token. La data di uscita in italiano non è ancora stata comunicata.

Ogni espansione di Coloni Imperiali prevede l'aggiunta al gioco base di altre carte ma all'inizio di ciascuna partita ogni giocatore dovrà scegliere per la propria fazione solo un numero massimo di trenta carte seguendo determinate regole. In questo modo si potrà ulteriormente caratterizzare la propria fazione preferita senza doversi districare con un mazzo che risulterebbe ingestibile.

Coloni Imperiali rimane da un punto di vista personale un ottimo titolo. All'inizio non ero convinto circa la fortuna nella pesca delle carte ma trattandosi idealmente di espansione territoriale è normale non sapere cosa ci sia in agguato dietro l'angolo da conquistare. Il segreto è ottimizzare ad ogni partita quello che si ha a disposizione tenendo bene in mente che non siamo certo di fronte ad un german purosangue. Servono sicuramente alcune partite per godere al meglio delle meccaniche e poterlo valutare più obiettivamente.

Sono davvero curioso di vedere fino a che punto si potrà espandere l'impero dei coloni e con questo ritmo la strada la vedo positivamente lunga. Se volete saperne di più su Coloni Imperiali (che abbiamo già recensito qui) potete trovare informazioni, video e regolamento sul sito di Pendragon Game Studio.

4 commenti:

  1. Oh oh gli aztechi mi stuzzicano anche più degli atlantidei! Invece i pack non mi dicono molto, forse perché effettivamente non mi appassiona molto la costruzione del mazzo pre-partita. Io ho il 1° pack che è carino ma difficilmente riesco ad utilizzarlo. I miei amici hanno poche partite alle spalle e dover spendere 10-15 minuti ad inizio partita ad organizzarsi il mazzo non ci è sempre congeniale.

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    1. hai ragione, i pack li vedo bene per chi vuole approcciare il gioco organizzato... che però al momento non mi pare esista. invece CI si presterebbe bene alla torneistica

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  2. Il gioco ha già di per se una grande longevità e capisco la necessità di aumentare le fazioni in gioco, tuttavia un esorbitante carico di novità potrebbe essere sfavorevole in quanto carica il gioco di una complessità di scelte che lo elimina dallo scaffale per "partitella da amici" e lo posiziona in "serata da gara rompicapo" ... rimango perplesso!!!!

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  3. Questo è uno dei miei giochi preferiti e come sempre parlo da fruitore/godereccio del gioco e non da tecnico, per quello mi affido alle vostre conoscenze .... io credo che i pack siano interessanti e servano per lo più a riportare il gioco sul tavolo in quei contesti in cui arrivano continuamente nuovi giochi. Per coloro che come me mantengono sullo scaffale solo un numero ridotto di giochi, perchè il gruppetto con cui ci si trova più spesso non investe tutte le volte ore in studio, il pack rappresenti quella minima variante che non scuote ma fidelizza il gruppetto, che con pochi minuti ha la sensazione di vestire i panni della nuova fazione e non solo di gestirla

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