venerdì 17 giugno 2016

DinUovo, giochiamo con i dinosauri (il Compulsivo)

Non ho mai capito come i dinosauri esercitino il loro magnetismo sui bambini (e non solo a giudicare dal successo di film come Jurassic World o di giochi come Evo), ma ci riescono perfettamente e non di rado si può incontrare piccoli esperti in grado di snocciolare nomi e abitudini di questi animali del passato. Oggi andiamo a occuparci di DinUovo, grazie al cortese comunicato stampa inviatoci da CreativaMente, editore di cui ci siamo già occupati nella precedente incarnazione di questo blog. DinUovo è un gioco educativo per bambini (6+) per 2-4 giocatori, sviluppato in collaborazione con Cristiano Del Sasso, paleontologo di fama internazionale, e dunque accurato sotto il profilo scientifico (a quanto pare non sentiremo parlare di Indominus rex).


Il gioco sembra ruotare attorno a una dinamica di press your luck e sarà diviso in due fasi distinte. Nella pima le 25 carte saranno disposte coperte in una matrice 5x5, con solo alcune informazioni visibili; uno spinner ci indicherà una combinazione di caratteristiche (postura, dieta, periodo) che ci aiuterà a decidere qualche carta prenotare. Nella seconda fase, dopo aver rivelato le carte, i giocatori si sfideranno usando i dinosauri in 5 tipologie di sfida (corporatura, agilità, comportamento, intelligenza e combattimento), ancora una volta determinata dallo spinner.

Se i dinosauri dovessero pareggiare la sfida sarà la competenza dei giocatori a determinare il vincitore attraverso la risposta a una delle 200 domande comprese nella confezione. A condire il tutto ci sono poi degli eventi infausti (asteroidi, innalazamento dei mari, carestia, etc) che andranno ancora una volta a infierire sui poveri dinosauri e vincerà colui che rimarrà per ultimo a possedere almeno un dinosauro in vita.

Visto con gli occhi di un gamer DinUovo potrebbe essere catalogato tra quei giochi della grande distribuzione con qualche difetto di design (incidenza della fortuna, nozionismo, player elimination) che non gli lascerebbe scampo. Con gli occhi del bambino invece può essere un bel modo per divertirsi e impare nuove cose su un argomento che lo appassiona, senza dover approcciare gli "eccessi" di Phil Eklund o le astrattezze di alcuni german.

1 commento:

  1. Ho letto tanti post su questo gioco. Non m'importa che sarà un gioco per bambini... Lo voglio assolutamente avere :D

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