martedì 17 maggio 2016

Shakespeare: l'attesa ripagata (Elerand)


Inseguito da Khoril per mesi, Shakespeare è finalmente arrivato in collezione insieme alla vagonata di titoli post Play. Come sempre in questi casi le aspettative dopo tanta attesa erano alte e, confesso che mentre preparavamo il tavolo per la prima partita ci è venuto il dubbio che fosse un buco nell'acqua. Fortunatamente è rimasto solo un dubbio momentaneo, perché le prove fatte in queste settimane ci hanno convinto in pieno.
Facciamo un passo indietro, e se non avete chiaro il gioco lo spieghiamo in due parole. Siamo compagnie teatrali londinesi e dovremo concorrere per allestire il miglior spettacolo in vista dell'imminente visita della regina. Lo faremo avendo a disposizione sei giorni (che rappresentano i 6 turni di gioco) per reclutare attori, artigiani, creare costumi e allestire il palcoscenico per ottenere il maggior prestigio.



Sulla plancia troviamo come potete vedere nell'immagine il tracciato dei pv, le sezioni per i segnalini tessuto e le tessere elemento di scena, l'ordine di turno, l'iniziativa e i tracciati dei tre atti. Ogni giocatore ha poi la propria scheda in cui è presente il palco da allestire, la track dell'atmosfera, la sezione per i cilindri azione, una legenda per i premi costume e i quattro personaggi base. Completano il gioco le carte personaggio e i segnalini vari (tessuti, set, etc). Se volete approfondire nel dettaglio le regole potete trovare sulla tana il regolamento in italiano.

Come funziona il turno? Si inizia con un asta in cui decideremo il numero di azioni che vorremmo svolgere (da 1 a 5) che determinerà anche il primo giocatore (chi ha puntato meno) e poi in ordine di turno andremo a reclutare nuovi attori/artigiani e se ne utilizzerà la relativa abilità. Una volta terminate tutte le azioni controlleremo la nostra posizione sul tracciato dell'atmosfera con relativi bonus o malus, e poi andremo a stoppare (con l'apposito segnalino) tutti i personaggi utilizzati meno uno che quindi resteranno a riposo per il giorno successivo. Arrivati poi al 4° e 6° giorno ci saranno le prove. Tutti gli attori con il costume completato innescheranno il loro potere speciale e si risolveranno i bonus o malus dei tre atti (che o toglieranno 1 pv oppure daranno monete o pv). Al termine del secondo giorno di prove si dovranno pagare i personaggi reclutati e prendere gli ultimi punti dati dalle carte obiettivo e dagli elementi (tessuti e allestimento) gialli e il gioco è finito.

Capita di dover digerire pian piano un titolo, provandolo più volte prima di apprezzarlo appieno. Shakespeare invece ci ha conquistato subito alla prima partita. Non offre idee particolarmente nuove, ma lo definirei un titolo elegante. Sarà l'ambientazione, calata nel gioco al punto giusto, gli ottimi materiali, il tema originale e la grafica raffinata. Sarà che tutte queste cose messe insieme, oltre alla buona mescola di meccaniche (asta, programmazione azioni, ruoli e personaggi, avanzamento su tracciato) e all'equilibrio del gioco stesso, fanno di Shakespeare un titolo diverso dal solito. Tra le cose che più mi sono piaciute c'è l'idea del numero contenuto di pv per vincere, massimo 30, che per una volta non richiede mille calcoli per farne centinaia come in altri titoli. Ugualmente interessante l'uso delle monete, che servono solamente per pagare gli attori e gli artigiani e non danno pv, e che si debbano pagare solo a fine partita, obbligandoci così a improntare una strategia volta a racimolare il gruzzoletto necessario, con un inevitabile ultimo turno ad arrovellarsi su come far saltar fuori quelle tre sterline che ti servono per pagare la costumista. Ma questi sono solo un paio di elementi, c'è da aggiungere il palcoscenico che va creato simmetrico, le combo che si innescano con gli effetti degli allestimenti\tessuti insieme ai poteri dei vari personaggi e i poteri speciali di quest'ultimi che si attivano solo con il costume completo.


Insomma, per farla breve ci è rimasta la voglia di riprovarlo, ed è proprio quello che abbiamo fatto di lì a pochi giorni. Questo ci ha dato modo di testarne la scalabilità. Ottimo in 4, dove com'era prevedibile dà il meglio di sé (senza nemmeno troppi tempi morti) e nonostante alcuni non siano d'accordo io l'ho trovato molto buono anche in due. Non ho percepito una differenza troppo marcata rispetto ad una partita in 3 o 4, perciò lo consiglio. Rimaneva solo la variante in solitario, e in un pomeriggio senza compagni d'arme liberi ho testato pure quella. Ecco, in questo caso mi ha lasciato poco, nel senso che concepito com'è con la sterile modalità "prova a battere il tuo record", a parte il prendere dimestichezza con le meccaniche ed i personaggi non offre molti altri stimoli. Personalmente avrei preferito un impostazione più avvincente, però mi sono comunque fatto due partite una dietro l'altra sicché... L'unico dubbio che mi era rimasto era relativo a uno dei tre atti, nella precisione il secondo (quello giallo per intenderci). Sì perché il suo effetto è quello di dare 2 pv al primo del tracciato e 1 al secondo, e in una partita in 4 ci siamo trovati ad un certo punto con due giocatori praticamente tagliati fuori dai giochi, con conseguente inutilità di utilizzo dei propri personaggi che agiscono direttamente su quello specifico atto. Però ripensandoci, e riparlandone alla fine tutto ha un senso. Sì perché bisogna giocoforza decidere più o meno entro metà partita su quali atti puntare, e ci si potrà concentrare su un paio al massimo, difficile riuscire a primeggiare su tutti e tre. Questo lascia spazio agli altri giocatori per poter puntare su qualcos'altro quando si capisce che il rischio non vale lo sforzo. 

Tirando quindi le somme direi che è un altro acquisto azzeccato (e quest'anno sono proprio tanti), un'altra spunta sul listone dei titoli da provare (ne rimangono solo una dozzina a occhio e croce), un gioco che ha meritato tutta l'attesa per portarselo a casa e che è prontamente finito sulla parte "buona" della collezione di Khoril, quella in bella vista in soggiorno.

1 commento:

  1. A parte che sembra molto interessante di suo, sul tavolo fa davvero la sua scena!
    Spero di provarlo

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