martedì 3 maggio 2016

Il Gioco #1 e il vil denaro

La settimana scorsa ho ricevuto la mia copia del primo numero ufficiale de Il Gioco, la rivista delle esperienze ludiche. Il tema di fondo, il fil rouge scelto dalla redazione che lega tutti gli articoli, è quello dei soldi.
Inizio dicendo che l'impaginazione e il comparto grafico sono ottimi e si nota subito lo sforzo fatto per ottenere un livello che professionale; in tutta la rivista inoltre si trovano solo un paio di refusi, accettabile.

Il numero parte con il freno a mano tirato, il pezzo di Angiolino non ingrana e le informazioni che ci propone nella sua disamina storica dell'impatto del denaro nel mondo del gioco non mi hanno completamente soddisfatto; mi aspettavo di più.
Interessante la traduzione dell'articolo di Lysynski (pubblicato in origine su Casual Game Insider) a proposito del costo relativo dei giochi rispetto all'uso ripetuto che se ne può fare e rispetto ad altri passatempi.

Molto molto bello il racconto "La ragazza che non sapeva contare", una piacevole sorpresa che mi fa sperare di trovare in futuro altri brani di narrativa a tema sulla rivista.
Non ho ancora provato Penny Rush, quindi non posso esprimermi, ma mi sembra molto fortunoso e in balia dei capricci delle monete lanciate.
PlayFool di Gabriele Mari si prospetta essere un'interessante rubrica, non vedo l'ora di leggere i prossimi articoli e discuterne con mia moglie vista la sua esperienza nel settore.
Volpino, nel suo Fuori e dentro il Dungeon, approccia l'argomento molto bene, chiudendo un articoletto ricco di informazioni che non conoscevo.
La guida strategica a Monopoly è interessente sopratutto per coloro che non conoscono la versione con il dado Speedy... il mio consiglio è di leggerla, metabolizzare le informazioni e sfoderarle con chi vi vorrà coinvolgere a tutti i costi in una partita in famiglia, che potrete rendere veloce e sanguinosa utilizzando le regole corrette e non quelle tramandate per tradizione orale.
Con Azzardopatia e dintorni si continua a sviscerare questo problema sociale, con in più una chicca da rubare e riproporre: "vuole un gratta e vinci?" "no, grazie. conosco la matematica".
L'articolo che ha strappato un applauso a Elerand è quello di Rancati, nella rubrica Musica ludica. Qui si chiamano in causa i Feld e i Rosenberg del rock, pezzi grossi come i Genesis, i Pink Floyd e i Dire Straits.
Dal lato associazionistico spazio a una bella intervista a Toy, della Ludus Iovis Diei; divertente.
In chiusura abbiamo poi un articolo di Obert sui giochi per i più piccoli che ci invita a riscoprire un paio di titoli a tema piratesco, un articolo di design di Albertarelli da cui mi sarei aspettato qualche citazione più moderna e un articolo di Sidoti che chiude il cerchio rispetto alla relazione tra denaro e gioco.
Come bonus track abbiamo una doppia intervista a un editore (Bianchini di Asterion Press) e a un autore (Chiarvesio) che raccontano un po' del dietro le quinte del mondo dei giochi da tavolo e quanta pila circoli.
Odde, infine, con la consueta sagacia mostra uno spaccato di vita quotidiana di un compulsivo medio dopo la scoperta di Kickstarter.

Il Gioco si riconferma un buon prodotto editoriale, con un numero che sicuramente si lascia leggere volentieri e che vi consiglio di acquistare. Non sono sicuro che questa rivista abbia un taglio che possa permettergli di sopravvivere negli anni, ma spero che sia così e che divenga di uno degli strumenti che possano arricchire e nobilitare (ma poi, ce n'è bisogno?) il nostro hobby.

5 commenti:

  1. Troppo gentili sulla valutazione del mio articolo musicale. Grazie :)

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  2. l'articolo musicale è il mio preferito da appassionato l'ho apprezzato molto.. remo hai dimenticato anche gli Alan parson project. a mio parere su rosenberg il paragone ci può stare, feld lo trovo invece più commerciale. e poi Genesis va scritto con la s.. cavolo remo!complimenti comunque Fabio, ne aspetto altri..

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    1. ne ho citati giusto alcuni, non volevo sminuire nessuno... e non fare lo snob per un refuso di battitura :P

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    2. non sono ammessi refusi sulle band anni 70) :)

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  3. Premettendo che non l'ho ancora recuperato... Spero che inizino ad ingranare.
    Mi dispiacerebbe vederlo fallire dopo pochi numeri.

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