mercoledì 30 marzo 2016

Manila, azzardo esotico (il Compulsivo)

Dopo vari abboccamenti durante l'adolescenza con incontri fortuiti e più (Game of thrones prima edizione nel 2003) o meno (Warzone seconda edizione) riusciti con un mondo ludico più evoluto rispetto ai giochi classici, devo il mio risveglio ludico a Manila, nel 2006, spiegatomi dagli Amici Ludici durante la prima Mantova Comics & Games. Questo titolo della Zoch è stato all'epoca e penso possa esserlo anche oggi, un ottimo family adatto anche come gateway (60 minuti, 3-5 giocatori, 10+) che calerà i giocatori nei panni di "spietati" pirati filippini. Il gioco ha riscosso il meritato successo mettendo in saccoccia un premio in Olanda e uno in Norvegia e diversi piazzamenti nei mercati maggiori tra cui un terzo posto al Deutscher Spiele Preis, una nomination all'As d'Or e una al Golden Geek.
Partendo dai materiali, la Zoch ha fatto le cose in grande proponendo una dotazione robusta e curata. La plancia è disegnata evocando i colori degli arcipelaghi asiatici e la trovo ben caratterizzata. Le tessere in cartone sono spesse e resistenti, le monete una gioia per gli occhi e spettacolari al tatto. Nel comparto legno troviamo tre piroghe in massello (azzeccatissime!), lavoratori grandi e sagomati con cappelli a cono tipicamente orientali e dadi in cui non si è lesinato sulle dimensioni. Le carte, formato euro, adempiono al loro dovere e nonostante non apprezzi di norma questo calibro ridotto, sono della giusta dimensione non ingombrando il tavolo visto il loro marginale utilizzo.

Il regolamento di Manila è piuttosto lineare e si sviluppa su 8 pagine, ma vi consiglio di dare un'occhiata a questa versione scaricabile sulla Tana che mi è risultata più chiara e leggibile. Il gioco basa tutto il suo sistema sulla valutazione dell'azzardo che vogliamo compiere. Durante le fasi di piazzamento dei nostri complici dovremo valutare la posizione iniziale delle piroghe determinata dal primo giocatore, e i successivi lanci di dado in modo da scommettere su quante e quali piroghe raggiungeranno il porto, quali finiranno nei cantieri per essere riparate, e quanto proficuo potrebbe essere il gestire (marginalmente con ±1 o 2) i risultati dei dadi. A questo aggiungiamo un paio di altre locazioni carine come l'assicurazione (scommette in diverso modo su quante piroghe non arriveranno in porto e spera che non ne arrivi nemmeno una) e la barca dei pirati che scommette sulla linea 13 e preda le piroghe.
A tutto questo aggiungiamo l'asta per essere primo giocatore, che permette tra le altre cose di prendere una carta (giusto un accenno di commodity speculation) che a fine partita varrà quanto il valore di quella merce, e mescolate il tutto con un timer di fine partita non certo.

Il mix, come dicevo nell'intro, lo trovo azzeccato e centrato al target (che ribadisco porta al tavolo fino a 5 giocatori con un peso medio indicato su bgg intorno al 2). A mio avviso il gioco non sente il peso degli anni e si difende benissimo rispetto ai titoli recenti. Perché questo post? Perché l'anno scorso dopo un lungo flirt sono riuscito ad accaparrarmene una copia a Play e se anche quest'anno ne vedrete delle scatole nelle zone outlet vi consiglio caldamente di farci un pensierino.

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