martedì 2 febbraio 2016

Il compulsivo in Antarctica (Argentum Verlag)

Oggi il termometro segnava -6, finalmente il freddo è arrivato fuori dalle nostre case ma sui nostri tavoli c'era già da Essen con Antarctica, l'annuale gioco pubblicato dalla Argentum Verlag. Da 2 a 4 giocatori si troveranno catapultati in antartide per un'oretta, novelli scenziati con l'arduo compito di "colonizzare" il continente con strutture di vario tipo per sfruttarne le risorse naturali per scopi di ricerca. La locazione geografica poco sfruttata, la personale stima verso l'editore (Hansa Teutonica, Yunnan, El Gaucho, etc) e un autore (Chevallier) in ascesa, mi hanno portato ad approcciarmi al gioco senza indugi. Fin da subito vi dico però che la pretestuosa ambientazione in un futuro prossimo dove scarsità di risorse e riscaldamento globale flagellano l'umanità, non si sente per nulla.


I materiali sono robusti e abbondanti, in alcuni casi il legname sembra addirittura essere sovradimensionato. Ma andiamo con ordine. La plancia è semplice e colorata, in pratica una maxi rondellona divisa in otto settori, con al centro una serie di tracce Ricerca che scalano secondo il numero di giocatori. Gli edifici sono divisi in in più tipologie raggruppabili anche per materiali (tessere, stand di cartoncino tridimensionali e segnalini di legno con sagoma personalizzata). La badilata di legno comprende anche grosse navi (24), scienziati (60!), un sole semisferico e un po' di cubettame. Un mazzetto da 60 mini carte e qualche altro token completano la dotazione. In definitiva, nel rapporto quantità/prezzo (intorno ai 30€) uno dei giochi più ricchi di questa Essen.

Delle regole abbiamo già parlato nella nostra anteprima. Se volete leggere il regolamento italiano lo trovate qui. Per riassumere in breve, il sole si muove di settore in settore attivando la prima nave della fila; essa deve essere messa in uno degli altri 7 settori e vi si deve svolgere un'azione (costruire un edificio, fare ricerca, costruire una nave o reclutare scienziati.)
Le tracce dei percorsi di ricerca che tanto mi sono care in altri giochi, in questo aggiungono un elemento che ho trovato molto interessante: il primo giocatore che giunge su una tipologia di caselle sblocca un evento favorevole a tutti; questo comporta un ragionamento ulteriore sulla scelta di correre avanti in una traccia indiscriminatamente.

Una volta comprese alcune dinamiche non immediate, come l'uso delle carte risorsa e come costruire un edificio rispetto a esse e agli altri edifici presenti in un settore, il flusso di gioco scorre in maniera piuttosto fluida e le scelte risultano logiche; ed è forse questa la caratteristica meno piacevole del gioco. Alcuni giocatori, infatti, si sono sentiti pilotati nelle scelte, vuoi per una scarsità di opzioni in cui si erano andati a infilare, vuoi per una ovvietà dell'azione più proficua, vuoi per i limitati edifici disponibili simultaneamente alla costruzione. Approfondendo un po' di più i meccanismi e concedendogli altre partite probabilmente riusciremmo a evitare questi colli di bottiglia e a superare lo scoglio, ma in un mercato sempre più intasato di titoli questa possibilità diventa di mese in mese più remota. A fronte di questo la longevità (garantita dall'ordine casuale delle carte edificio) e la scalabilità accettabile (ottenuta dalla chiusura di settori al calare del numero dei giocatori) aiutano insieme ai materiali al motore ben oliato a salvare il gioco, piazzandolo comunque almeno un gradino sotto ai prodotti pubblicati dalla Argentum Verlag negli scorsi anni.

1 commento:

  1. Mi sembra un cinghialotto a vederlo così... Mi tocca provarlo!

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