martedì 16 febbraio 2016

Dadaocheng, per chi non conosce Taiwan (il Compulsivo)

Mentre mi apprestavo a scrivere la prima stesura della recensione di Dadaocheng, praticamente un'autoproduzione degli autori e della loro Soso Studio, ho pensato di fare un salto su Wikipedia per avere qualche nozione in più su questo porto taiwanese, sull'isola e sulla loro storia (il gioco contiene un mazzo di eventi avvenuti il secolo scorso che scandisce i turni in cui è divisa la partita) e raccontarvi poi qualcosa... solo che non mi sembrava una trovata tanto nuova, quindi sono andato a cercare l'articolo di Fabio, che trovate qui, che probabilmente mi frullava ancora in testa e che ha fatto esattamente la stessa cosa... in più ha spiegato perfettamente tutto il sistema e diciamolo, siccome non ho voglia di fare le foto in sequenza al sistema di raccolta risorse. Quindi se volete capire estesamente come funziona vi rimando alla sua prima impressione, mentre qui esporrò il mio punto di vista sul gioco.

Dadaocheng è un gioco di pattern recognition e building che si traduce in una griglia di 16 dischetti (4x4) da spostare e flippare per ottenere combinazioni di 3 o 4 risorse uguali che andranno a generare i relativi cubetti nei magazzini. Appena generate le risorse i dischetti coinvolti verranno flippati e se sono presenti nuove combinazioni anche queste verranno attivate creando un effetto a catena che idealmente può portare a un loop infinito (premiato con 3 punti vittoria). Il gioco è tutto qui. Gli edifici, le navi, il mercato, l'uso dell'oppio, le diverse azioni (combinabili a piacere) della seconda fase del turno personale, è tutto accessorio al sistema di generazione risorse, che poi sarà anche la parte che vi porterà via più tempo durante la partita. In questi momenti di assoluta paralisi cercherete la migliore combinazione per ottenere almeno un paio di generazioni di risorse, se non 3 o 4; unico palliativo, il fatto che potrete ragionare nel minutino che impiegherà il giocatore che vi precede mentre svolge la sua fase di azioni.
Quanto è facile combinare un loop infinito? Noi non ci siamo mai riusciti. Non che questo crei frustrazione, anzi, già ottenere 3 o più generazioni da una certa soddisfazione. L'opera di decostruzione del personale schema da parte degli avversari però, ci è sembrato impedire la realizzazione di questa combinazione.

I materiali di Dadaocheng sono accettabili, ma in particolare ho apprezzato lo sforzo di fornire i dischetti della griglia molto spessi per facilitarne la presa e renderli comunque robusti visto il continuo utilizzo. La grafica, forse in uno stile che non conosco, l'ho trovata piacevolmente naïf, mentre altri giocatori non l'hanno per nulla apprezzata trovandola eccessivamente fuori dai canoni dei più comuni eurogame. Vi consiglio di dare un'occhiata alle immagini per capire se faccia al caso vostro.
Riguardo la scalabilità, non ho apprezzato il gioco a due, trovandolo un po' troppo monotono, con relativamente pochi movimenti sulla griglia e una sfida meno coinvolgente rispetto al gioco in tre o quattro. Anche se c'è da dire che l'ho giocato in quella configurazione solo le prime partite e che essendo la curva di apprendimento poco ripida (servono diverse partite per vedere con facilità le combinazioni migliori) magari adesso lo apprezzerei di più. In conclusione, sono stradaccordo con Fabio, questo gioco lo consiglio solo a chi apprezza i puzzle game e si vuole cimentare nella soluzione dell'enigma della griglia cercando di partita in partita di migliorare le proprie prestazioni e ottenere il mitologico loop infinito.

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