sabato 2 gennaio 2016

Xanadú... poteva dare di più (il Compulsivo)

Xanadú, gioco per 2-5 giocatori pubblicato dalla Quined Games, si prospettava un'interessante variazione sulle tracce di San Juan, con l'idea di base comune di poter utilizzare le carte dalla propria mano nei due versi: scoperte come edifici, coperte come risorse (SJ) o lavoratori nel caso di Xanadú. Se volete dare un'occhiata ai materiali, nelle scorse settimane abbiamo pubblicato l'unboxing.

Aprendo la scatola i materiali si dimostrano in linea con il prezzo contenuto e con la confezione portabile: spartani ma sufficienti. Alla prova pratica la grafica e la scelta cromatica risultano piacevoli ai più, ma l'iconografia si dimostra molto complessa da assimilare. Nell'immagine a fianco potete vedere voi stessi la struttura di una carta e la quantità e dimensione di simboli da tenere d'occhio. Questo sovraccarico di informazioni e la necessità di guardare le carte davanti ai giocatori risultano durante la partita un elemento pesante e negativo. Il setup è semplice e il regolamento risulta chiaro in tutte le sue parti.



Il turno di ciascun giocatore si articola in tre fasi da svolgere in ordine.
Vendere carte. Il giocatore può vendere una o più carte tra quelle che ha davanti a se al valore attuale. Durante i turni questo valore può aumentare o diminuire in base alla tipologia di carta e al numero di lavoratori piazzati su di essa.
Assegnare lavoratori e costruire un edificio. Il giocatore può giocare una carta coperta dalla sua mano su una qualsiasi carta in tavola (anche degli altri giocatori) coprendo la riga più bassa disponibile di quell'edificio e ottenendo le risorse indicate, poi può se vuole costruire un edificio dalla sua mano se tra le risorse passive (sempre disponibili indicate sulle sue carte già costruite) e quelle appena ottenute ha il corretto set, richiesto nell'angolo in alto a sinistra della carta.
Pescare carte. Valutando quanto fatto durante il turno il giocatore pescherà 1, 3 o fino ad avere 7 carte in mano.
Il gioco prosegue fino all'esaurimento del mazzo di pesca per la seconda volta (viene inserita una carta game end dopo il rimescolamento per inserire incertezza sulla fine della partita). Vince chi ha più soldi.

Il gioco fila liscio e senza intoppi salvo, come già detto, avere gravi (gravissimi?) problemi di ergonomia e funzionalità dei materiali. Il sistema è interessante e il fatto di avere diverse tipologie di edifici da gestire aggiunge un elemento strategico non indifferente: alcune carte le vorresti sfruttare alla morte ma più lavoratori ci piazzi meno valgono, altre invece richiedono un forte investimento con ricompensa minima in termini di risorse per fruttare monete solo alla fine di esso.
Il vero punto critico però è l'interazione, forte e diretta. Piazzare un lavoratore sull'edificio di un altro giocatore comporta regalare risorse passive e magari qualche punto ma può scombinare completamente i piani di chi aveva fatto affidamento su una data riga che forniva una precisa risorsa, magari unica al tavolo e chiave per un edificio che ci trasciniamo da diversi turni in mano. Non tutti apprezzeranno questa caratteristica del gioco, anzi, la maggioranza dei german fighetti con cui gioco proprio la detesta. Se questa mia avvertenza non vi spaventa e se cercate un gioco dal costo contenuto e con il flavour di SJ ma che possa reggere fino a 6 giocatori (con la variante all'interno del regolamento) allora potete dargli una possibilità, altrimenti tenetevi ben alla larga.

2 commenti:

  1. Ad esser sincero non mi attira molto... Ma ai draft raramente dico di no

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  2. Provato con mente e cuore aperto ma non sono riuscito a terminare la partita. Mi ha trasmesso un senso di tristezza. Caso raro.

    il Niubbo

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