martedì 19 gennaio 2016

The Gallerist. L'arte non è un gioco da ragazzi (il Compulsivo)

Questa sera si mangeranno lasagne, le ha cucinate il Niubbo con tutta la sua meticolosità, potrebbe farvi uno spiegone di un paio di ore su tutte le tecniche che ha adottato tra sfoglia, ragù e besciamella. Ma le lasagne bisogna meritarsele, così lo spiegone lo organizzo io, unico tra i quattro al tavolo (ci sono anche lo Snob e ilBotta) che abbia già affrontato The Gallerist, il cinghiale esseniano di Vital Lacerda localizzato da giochix.it. Così dopo una entusiastica preview fatta questa estate e un doveroso unboxing, tocca ora giocare.

Senza soffermarmi sulle regole, di cui vi ho già parlato e rimandandovi per ulteriori dettagli alla recensione fatta da Sgananzium, passo alle impressioni personali.

I materiali sono eccellenti e la prima impressione è riconfermata durante l'utilizzo. Iconografia chiara e studiata nel dettaglio, cartone molto più spesso del necessario, carte molto resistenti, inserto plastico perfetto con coperchio per evitare fuoriuscite dagli scompartimenti, legname di fattura adeguata e la chicca dei cavalletti per le opere d'arte che saranno messe all'asta a fine partita.
Le uniche note negative provengono dall'edizione italiana: regolamento stampato in dimensione ridotta rispetto all'originale (con qualche punto oscuro da risolvere leggendo il corrispettivo inglese) e mancanza di uno dei due player aid nelle sue quattro copie, che potete scaricare e stampare qui.

Il setup ci ha portato via parecchio tempo, dovendo seguire una pagina di istruzioni divise in una ventina di punti tra plancia comune e personale.
Lo svolgimento del gioco, per quanto il sistema non si presenti particolarmente complesso, risulta invece articolato in ogni sua azione tanto che per non sbagliare abbiamo usato spesso il manuale per eseguire passo passo tutte le fasi (fino a 8 se non sbaglio) di ciascuna e non rischiare di falsare la partita. Fortunatamente il processo logico dietro ogni azione è ben calato nell'ambientazione e solo alcune piccolezze (io ho trovato un poco forzato il movimento dei visitatori tra piazza, hall e galleria) ci hanno fatto storcere il naso. Le tre ore di partita sono scorse veloci nel completo assorbimento richiesto dal gioco, tanto che non ci siamo versati un solo bicchiere e non abbiamo assaggiato nulla di quanto preparato dal nostro ospite.
Il calcolo finale dei punti non ha riservato particolari sorprese se non nell'asta delle opere d'arte di caratura internazionale, studiatevi bene quel capitoletto perché il sistema può creare confusione.

In definitiva The Gallerist è risultato un ottimo gioco, immersivo e appagante nella sua richiesta di attenzione, e che ha lasciato una piacevole sensazione di fatica mentale. Penso che Lacerda abbia colpito nel segno e che l'unico limite alla diffusione del gioco tra i gamers sia il prezzo, parliamo di 80 eurozzi.
Il problema nel nostro gruppo, invece, è che raramente riusciamo a ritagliarci tre o quattro ore da spendere in un solo gioco e The Gallerist avrebbe visto il tavolo solo una o massimo due volte l'anno, portandosi dietro ogni volta l'uso del manuale per il corretto svolgimento delle azioni; per questo mi sono deciso a cederlo subito. Quindi, il gioco è meritevole, probabilmente uno dei migliori giocati nel 2015, ma tenete conto che vi chiederà una buona dose di dedizione.

4 commenti:

  1. Secondo vero bestione provato dopo Nippon che ha fatto sembrare quest'ultimo un filler :-) . Una piacevole spremuta di meningi che avrei ripetuto sicuramente.

    ... e alla fine le lasagne le abbiamo spazzolate !!! ;-)

    il Niubbo

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  2. Caspita... Non me lo pensavo così.... MASSICCIO! Fa la sua porca figura, anche 80 sacchi pesano un pochino..

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  3. gioco che non mi ha entusiasmato per niente, troppo troppo pesante e lento.
    tante cose da tener d'occhio, poco spazio di manovra e luuungo.
    claustrofobico!
    dopo il pomeriggio passato "in galleria" mi son ritrovato cosi sfiancato che ho saltato la cena a base di lasagne e mi è toccato star sdraiato sul divano per riprendermi.
    a mio parere bocciato.

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  4. Remo, se proprio non lo giocate e vuoi sbarazzarti di quell'ingombrante scatola puoi svenderlo a me per tre cucuzze e mezza! :D
    a me è piaciuto tantissimo, l'ho trovato molto veloce perchè la tecnica dello "sbalzo" ti permette di azzerare il down time.
    A livello ergonomico è molto più raccolto di Florenza o Agricola, riesci in tre a vedere quello che fanno gli altri e puoi gestirti le tue cose. Certo serve la prolunga al tavolo o conviene giocare per terra.

    Sarà che a me Lacerda piace ma sto gioco è il top!

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