martedì 12 gennaio 2016

Pirate's Cove (il Papone)

La Sera è uggiosa e fredda! Ritrovati nel bar dove andiamo a giocare scopriamo che a parte un buon bicchiere la serata non può offrire altro perché occupata da tavolate di “allegra brigata”. Indecisi sul se fermarci a gozzovigliare o ripiegare presso il capanno di uno della ciurma, la voglia di giocare prende il sopravvento e porta le nostre vecchie chiglie verso porti più sicuri. La serata ormai rallentata dai 30 minuti di ritardo riesce a smuoversi velocemente con Pirate’s Cove che getta le ancore e si aggiudica il primo turno di gioco. Preso posto e spiegato rapidamente, la partita entra subito nel vivo. Ma prima di raccontarvi i dettagli estraggo la mappa del tesoro e vi indico la rotta del gioco.

L’obbiettivo è presto detto, tra abbordaggi, commerci e spiacevoli incontri con Pirati Leggendari e Regia Marina devi governare il tuo veliero accumulando punti Fama ed essere cosi acclamato come il vincitore; il punteggio finale è semplicemente dato dai punti Fama guadagnati nel corso dalla partita e da alcuni punti contenuti nelle carte Taverna e rivelati solo alla fine. Ogni capitano riceve una plancia che raffigura la propria nave e che parte con un valore minimo di vele, ciurma, cannoni e scafo (indicato da anelli in legno)  Il tabellone ben colorato e di facile lettura è bordato dalla linea dei punti fama, che vengono segnati da una pedina dello stesso colore della tua nave, rappresentata sul tabellone da una miniatura in plastica di discreta fattura. Il tempo di gioco è fisso in 12 stagioni ovvero il tempo che impiega il Pirata Famoso, in gioco segnalato dalla nave nera, a percorrere due volte il giro delle 6 isole (in realtà 7, ma una utilizzata solo per riparare la nave); le isole hanno collocato vicino un mazzetto di 12 Carte Tesoro ognuna e che vengono girate e scartate ogni turno, fornendo a chi riesce ad esplorare quell’isola il loro contenuto diviso in 4 risorse variabili: punti Fama, dobloni, tesori (rappresentati da cubetti in legno che vengono posizionati nella stiva fino al numero massimo consentito) e carte Taverna. Inoltre ogni isola fornisce la possibilità di uno specifico upgrade per la nostra nave: aumentare le vele che rende la nave più veloce e quindi ad avere l’iniziativa in combattimento, aumentare la ciurma o i cannoni permette di avere più forza in combattimento, aumentare lo scafo permette di portare più carico, un’isola permette di commerciare i nostri tesori per guadagnare fama e un’isola permette di assoldare fino a tre Carte Taverna che possono contenere importanti modificatori di combattimento, punti Fama da rivelare alla fine o carte pappagallo che sono altri potenziamenti  della nave.

Il turno di gioco inizia ponendo coperta una carta timone su cui abbiamo segretamente segnato la nostra destinazione, attirati dai valori delle carte tesoro mostrate vicino. Se più navi finiscono sulla stessa isola o vi incontrano la nave pirata vi è un combattimento a oltranza per determinare chi resta a esplorare. Il veliero con iniziativa (vele) maggiori è il primo a sparare tirando un numero di dadi pari al valore più basso espresso tra ciurma e cannoni; il 5 e 6 colpiscono e danneggiano una porzione della nave dichiarata prima del lancio. Si prosegue a turno fino a quando una nave non viene distrutta,  una porzione di nave arriva a zero, o si ritira. In entrambi i casi la nave sconfitta viene posta nell’isola covo dei pirati per le riparazioni. Durante il combattimento le carte Taverna giocate con i relativi modificatori possono fare la differenza. Svolti tutti i combattimenti si esplorano le isole, si fanno gli upgrade. Il turno è finito e si procede con il prossimo.

Molto veloce ed intuitivo, almeno per chi conosce l’inglese dato che le carte non sono tradotte in italiano (a mio avviso questo può portare a qualche errore di interpretazione). Pur essendo un gioco del 2002 e avendo necessità di un bel restyling, il gioco rimane attraente, dinamico ed interessante. Inutile dire che il fattore fortuna legato alla pesca delle carte Taverna e nel tiro di dadi durante il combattimento è elevato. Se questo non vi facesse storcere il naso il gioco merita una possibilità. La partita da noi giocata ha visto momenti epici come la lotta contro la nave pirata attuata da Alessandro ma che nulla ha potuto contro Capitan Hook impersonato da Diego nel turno e guidato da tiri di dado da “fortuna leggendaria”.  Altro momento epico la Royal Navy lanciata da Alessandro contro di me per fermarmi e riagguantare il secondo posto e la corsa per il titolo, ma che non è andata oltre un misero fallimento schiantandosi contro le bocche dei miei cannoni. Una nota dolente davvero evidente è legata all’impossibilità, se si perdono i primi combattimenti di risalire la vetta, e di fatto verso il decimo turno la lotta era ormai divisa in due blocchi, per il primo e il secondo posto e per non essere ultimo tra gli altri due.

La ciurma si è divertita e penso che questo gioco lo proporrò a mia figlia di 12 anni e i sui amichetti come upgrade di Jamaica. Capitan Papone ammaina le vele e vi invita ora al covo per una sbevazzata in compagnia della ciurma.

6 commenti:

  1. aahhaa :) bellissimo articolo!
    Era da un po' che ne volevo sapere di più su questo Pirate's Cove. Ma secondo te merita di più un Black Fleet o un Pirate's Cove? (dato che il target mi sembra più o meno lo stesso)

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  2. tra i due é evvidente la differenza di eta in tutti i campi: grafica, materiali idee di gioco.. a mio avviso black fleet permette di rimanere in gioco tutta la partita, anche con qualche colpo basso o un po di sfortuna

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  3. per avere quasi 15 anni il gioco si difende ancora. è invecchiato meglio di altri suoi contemporanei, ma non so se proposto oggi avrebbe avuto fortuna.

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  4. Ottimo resoconto. In effetti bastano due tiri sfortunati e rischi di colare a picco. Sente un poco gli anni ma con il gruppo giusto e prendendolo com'è diverte abbastanza.

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  5. Il buon vecchio gioco sui pirati lascia sempre il segno... mal che vada nella tua chiglia! L importante tanto è la fama... e allora più che combattimenti é meglio una buonagiornata strategia

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