martedì 26 gennaio 2016

Guess What! e il pensiero laterale... anzi obliquo (il Niubbo)

Di solito sono i giochi stessi scelti da me che mi trasmettono immediatamente qualcosa di cui parlare ma con questo titolino la cosa è stata diversa. Sono stati infatti i migliori occhioni da gatto con gli stivali di Shrek sfoderati dal nostro boss che mi hanno convinto ad accettare la sfida di provare qualcosa al di fuori dei miei stretti gusti personali e in un attimo mi sono ritrovato fra le mani Guess What!.

Nello specifico  è Jack Hanauer che ci propone il suo fillerino per soli 3 o 4 giocatori, da 8 anni in su, durata contenuta a circa 30 minuti edito dalla Blue Orange e completamente indipendente dal linguaggio.


Le regole si spiegano in 5 minuti: all'inizio della partita si piazzano sul mini tabellone 9 immagini (pescate da un mazzo di più di 100!) formando una griglia di 3x3. Questa griglia è composta da tre righe numerate da 1 a 3 e tre colonne denominate con le lettere A, B e C. Ogni giocatore riceve una plancia personale sulla quale sono alloggiate 4 ruote tipo disco-orario. La ruota inferiore è numerata da zero a 12 e serve a tenere traccia del punteggio personale mentre le tre ruote superiori (rispettivamente ruota A,B e C in relazione alle colonne sul tabellone) sono numerate da 1 a 3 (in relazione alle tre immagini possibili per ogni colonna) e servono a creare una combinazione. A turno un giocatore ricopre il ruolo di master ed ha un minuto di tempo per pensare ad un indizio che leghi fra loro un’immagine per ogni colonna. L’indizio può essere il nome di un film, di una canzone o una semplice parola ma non può essere troppo esplicito. Fatto questo andrà segretamente ad impostare i tre dischi superiori della sua scheda personale sulla combinazione da lui scelta (ad esempio A1, B2 e C1) e svela il suo indizio. Gli altri giocatori hanno un minuto di tempo per provare ad indovinare la combinazione scelta dal master indicandola a loro volta sulle proprie ruote. Fatto questo si svela la combinazione del master e si confronta con quelle proposte dagli avversari. Ogni combinazione di un giocatore perfettamente uguale a quella del master frutta un PV (punto vittoria) ad entrambi che aggiungeranno sulla propria ruota segna punti. La partita prosegue con un nuovo master fino a quando un giocatore arriva al dodicesimo PV vincendo la partita.

Come avete potuto leggere si tratta di un gioco molto semplice adatto ad una famiglia ma il contesto in cui l’ho provarlo mi ha regalato spunti inaspettati.
Ho subito notato curiosità verso questo gioco grazie ad un semplice botta e risposta di messaggi in chat. Pochi giorni dopo, diversi Riverforgers si sarebbero trovati ad uno stesso tavolo, quello sarebbe stato il mio banco di prova.
Detto fatto il giorno stabilito mi presento all'appuntamento anticipando tutti gli altri di qualche minuto per poter piazzare la mia trappola. C’è solo lo Snob con me mentre preparo che mi guarda con un’aria alquanto perplessa.
I successivi due giocatori che arrivano sono praticamente costretti a sedersi al tavolo e si comincia.
“Pensiero laterale” sono le due parole che caratterizzeranno i pochi turni  che ci permettono comunque di valutare positivamente questo gioco.
In famiglia può essere tutto molto più semplice ma tra gamers è subito palese la voglia di stupire cercando indizi che vanno dalle citazioni colte all'astrattismo più totale. In breve tempo diventa un demenziale viaggio fra la psiche umana.
Sotto il profilo umano Guess What! si è dimostrato per me divertente e stimolante con una infinita possibilità di combinazioni diverse.
Per noi un problemino è risultato il punteggio. Proprio la ricerca nello stupire gli avversari complica e rallenta la raccolta dei punti. Se poi ci aggiungiamo i commenti alle combinazioni dettate da indizi assurdi ci si potrebbe fare notte.
Durante la partita fantasticavo su come il segnapunti in dotazione potrebbe anche diventare un modo per dare il voto all'indizio più creativo o solo pazzoide.

Nonostante il numero limitato di giocatori (una versione a squadre può permettere di ampliare la rosa di intrepidi), i componenti colorati e funzionali attirano gli sguardi e non sarà difficile sentirsi dire: “Il prossimo giro provo anche io”.
Mi riservo un futuro commento sull'utilizzo di questo titolo con i bimbi ma posso immaginare un altrettanto alto indice di gradimento utilizzando indizi tratti ad esempio dai cartoni animati o dalle favole.
Concludendo non ho difficoltà a promuovere Guess What! per la sua versatilità e per la possibilità che può dare di scatenare l’ilarità collettiva, il tutto contenuto in una scatolina molto comoda e in poche regole molto semplici.

Vi lascio con una piccola sfida: che indizio dareste per associare una sedia, un elmetto antinfortunistico e una medaglia? Sbizzarritevi pure perché tutte le risposte sono giuste!

1 commento:

  1. All'inizio mi è sembrato un gioco simile a Concept, ma ho capito che è tutto diverso.
    Per la domanda finale.... Mmmmmhhhhh non mi viene in mente nulla :D

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