mercoledì 23 dicembre 2015

Dopo Wilson, il gioco non sarà più lo stesso. Seconda parte. (lo Snob)

Ci siamo lasciati due giorni fa, a metà del viaggio, con quattro titoli testati nella versione solitaria. Se non avete letto il post potete farlo a questo link. Insieme a Wilson proseguiamo con le considerazioni (o blaterazioni che dir si voglia) e vediamo come cambiano rispetto alla versione in multigiocatore questi ultimi giochi provati:




Viceroy: con questo titolo rimane quasi tutto invariato salvo la fase asta, in cui offriremo una gemma ma, dovremo vedercela con un giocatore fittizio che pescherà a caso dalla riserva delle gemme e ci obbligherà a ripetere l’asta se il colore è lo stesso che abbiamo scelto, oppure farà scartare la carta personaggio del colore relativo. Questo diciamo è un po’ troppo casuale. Vero è che anche con avversari in carne e ossa non avevamo la certezza dell’asta, ma potevamo prevederla almeno in parte. Ci sta ma non mi piace molto. In un primo momento non capivo il senso dei segnalini attacco visto che a fine partita non avremo nessuno con cui confrontarci ma poi mi è venuto in mente che sono utili nelle aste per non sprecare gemme e assicurarsi carte personaggio. La durata è anche qui contenuta, e anche questo porta la voglia di riprovarlo subito. Ho fatto 4 partite con punteggi che oscillavano dai 60 ai 90 pv. Peccato non avere almeno un valore di riferimento. Poco brio ma comunque soddisfacente.

Agricola: anche in questo caso un gioco che praticamente rimane invariato, se non per la partenza con 0 cibo e poco altro. Da una parte questo può essere un pregio, perché aiuta a prendere dimestichezza e non serve imparare altre regole. D’altro canto, non ti da molte emozioni in più o diverse rispetto alla versione normale, con l’aggravante che essendo un titolo con un setup lungo, rischio paralisi da analisi elevato può diventare un bel cinghialotto da un ora. Per un solitario non è poco. Il lato positivo della medaglia è che qui nessuno ti ruberà le azioni, quindi è una soddisfazione vedere la propria fattoria riempirsi all’inverosimile, in base alla nostra strategia, e finire la partita in crescita. Volendo è possibile alleggerirlo escludendo le carte miglioramenti e occupazione. Comunque sia, Agricola è sempre Agricola. Gran gioco. (1 partita 47 pv. Pensavo di fare meglio, Wilson ha scosso la testa con disapprovazione)

Glass Road: parlando di setup lunghetto troviamo il collegamento naturale con quest’altra fatica di Rosenberg. Non cambia praticamente nulla nella meccanica di costruzione edifici, mentre cambia tutto nella scelta e utilizzo delle carte specialista. Tra i componenti una scheda specifica ci illustrerà come pianificare le azioni. La partita è suddivisa in 7 periodi di costruzione in cui dovremo all’inizio di ognuno scegliere un preciso numero di carte (3/4/5/6/3/4/5). Giocando ognuna di queste potremo usare solo una delle due abilità dello specialista, mentre quando ce ne rimangono in mano le ultime due del turno in corso, ne sceglieremo una usando la doppia abilità e ignorando l’altra. Poi si dispongono a ventaglio sul tavolo e se ne scelgono il numero per il turno successivo senza poter usare nessuna di quelle appena giocate. Questo metodo di pianificazione mi ha soddisfatto, il poter usare solo un abilità e poi sfruttare la combo solo all’ultima carta è una bella pensata. Anche in questo caso il livello di strategia è molto alto mentre il fattore aleatorio ridotto alla sola pesca degli edifici. Abbiamo comunque la possibilità con alcune mosse o abilità specifiche di farli scalare piuttosto bene. Mi piace che il regolamento metta come risultato soddisfacente 30 pv. Classico titolo dalla coperta corta anche in solitario, risorse sempre risicate con l’imperativo di creare combo con le tessere edificio. Rosenberg non delude. (3 partite tra i 25 e i 35 pv)

Venerdì: forse questo titolo è un po’ fuori categoria essendo proprio un gioco pensato e pubblicato per un solo giocatore, ma non mi sembrava giusto tralasciarlo. L’approccio è stato diffidente, mi chiedevo se veramente ne valesse la pena. Diciamo che ci ho messo un po’ ad assorbirne lo stile e a calarmi nelle meccaniche al punto giusto. Il regolamento non mi è sembrato proprio fluido, ma comunque una volta assimilato il gioco è semplice. Sostanzialmente tutto ruota attorno alla nostra mano di carte combattimento che formeranno il mazzo di pesca per risolvere le carte avventura, che a loro volta diventeranno, ruotate di 180°, carte combattimento con migliorie potenziamenti e abilità. Tutto questo ripetuto per tre turni su tre livelli di difficoltà per poi scontrarsi con due carte pirata e, se sconfitte entrambe, vincere la partita e lasciare l’isola. Ogni volta che dovremo rimescolare il mazzo combattimento perché esaurito, aggiungeremo una carta invecchiamento negativa con malus di vario genere. Il round in pratica e cadenzato dalla stessa mossa: pescare due carte avventura, sceglierne una, pescare le relative carte gratuite combattimento, confrontare i valori con la richiesta per risolverla e se si vuole pescarne altre al costo di un punto vita ognuna. Spiegato così sembra tutto molto semplice, addirittura banale, ma giocando si capisce subito che morire sull’isola è fin troppo facile. È necessaria una buona strategia, che richiederà spesso, soprattutto nel primo livello, di perdere volutamente alcune avventure per poter eliminare le carte combattimento inefficaci e performare il nostro mazzo sempre più mano a mano che cresciamo in abilità (con la possibilità di creare combo micidiali).  La sfida è avvincente e alla 4° partita sono riuscito a vincere sui pirati.. e sull’isola. Durata contenuta, intorno ai 20 minuti e grafica piacevole anche se ripetitiva. Certo, dopo qualche partita diventa un po’ monotono, sulla rigiocabilità quindi non siamo a livelli molto alti, ma potrebbe essere un idea comprarlo e poi passarlo agli amici, infondo il costo è contenuto.

In conclusione, dopo questa carrellata che cosa posso dire? La modalità solitario è un idea carina, diversa dal solito, ma che non può certo sostituire la bellezza e la difficoltà di confrontarsi contro avversari “veri” e pensanti (almeno si spera). Può essere un diversivo o un allenamento per alcuni titoli, ma molto dipenderà dal tipo di giocatori che siete. Si perché i giocatori aggressivi o quelli che improntano la loro strategia in base agli altri, oppure che hanno bisogno di punti di riferimento faticheranno dovendo confrontarsi solo con sé stessi, così come chi è affetto da paralisi da analisi compulsiva potrebbe non uscirne più. Dall’altro lato della barricata ci sono invece quelli che prediligono una linea pulita evitando la mischia e pensando più al proprio gioco che a quello degli avversari, e questi si troveranno a loro agio non dovendo guardarsi le spalle da nessuno. In merito ai titoli provati fare una graduatoria è difficile, sarebbe molto personale e legata ai gusti. Se però uso come metro di misura la strategia, il ridotto fattore aleatorio, la giusta dose di impegno e la rigiocabilità direi che Lewis è a mio avviso il migliore (anche se lunghetto) seguito da Glass Road, ma questo è il mio opinabile parere personale.
E’ stato un percorso lungo e difficile.
Wilson non è stato tenero con me.
Ma ora sono tornato a casa.
Ho ancora i vestiti luridi e la barba incolta.
Ho ancora i ricordi nella mente.
Mi ripulirò e tornerò come nuovo.
Fortunatamente non mi sono fatto male.
Non ci sono segni.
Non ci sono cicatrici..
..almeno non che si possano vedere.
Ma dopo Wilson non sarò più lo stesso.
Wilson!
Wilson scusami!
Wilson!
Wilsoooooonnn!

Per sigillare questo delirio metto la ciliegina sulla torta con la colonna sonora, sarà pure una ripetizione ma in questo post manifesto dell’alienazione non si può non usare l’album manifesto dell’alienazione per eccellenza, “The Wall” dei Pink Floyd, da cui scelgo “Is There Anybody Out There”. Grazie per essere arrivati a leggere fino a qui.

4 commenti:

  1. Una sola frase: hai la mia stima totale :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  2. Ottima digressione... a parte che a me personalmente venerdì non è piaciuto... troppo poco convincente perun solitario

    RispondiElimina