martedì 17 novembre 2015

Nippon: Davide contro Golia (il Niubbo)

Diciamoci la verità: la vita da Niubbo in un gruppo di gamers può essere una pacchia. Perché sbattersi a cercare titoli quando c’è un compulsivo che ti serve cariolate di roba peggio che un muratore bergamasco alle prese con una moderna muraglia cinese? Perché perdere tempo a sfogliare recensioni quando c’è uno snob che in quanto a giudizi si è fatto fare la depilazione definitiva alla lingua? Un bravo Niubbo non dovrebbe che essere grato di tanta manna e restarsene tranquillamente confinato tra le sue cerchie ludiche, sicure, sperimentate, appropriate alla sua condizione.
Purtroppo gli incessanti e inevitabili impegni quotidiani del gruppo hanno ridotto il tempo dedicato al gioco portandolo a livelli stitici e questo mi ha spinto a lasciare il ludico nido materno, protettivo e conosciuto, per addentrarmi furtivo nel mondo inesplorato. Non ho dovuto camminare molto che, con la leggerezza di un lottatore di sumo, mi si parasse davanti questo bel titolone.
Il gioco è fresco di Essen 2015, per 2-4 giocatori, indipendente dalla lingua, 12+ e 90 minuti.
Personalmente non so nemmeno di cosa parli... Giappone? la butto lì. Il proprietario mi pare gli abbia dato una breve occhiata, abbiamo solo il regolamento in inglese ed è  ancora quasi completamente da defustellare. Con questi presupposti dopo solo dieci minuti da quando abbiamo aperto la scatola inizio a guardarmi intorno con la sempre più crescente sensazione di trovarmi, mio malgrado, sul dojo pronto per essere fatto a pezzi. Sono in balia degli eventi in una terra straniera ma ormai non si torna indietro, me la sono cercata e ne va del mio onore. Da semplice pivello ne ho fatta un po di strada se ora sono qui, non mi resta che concentrarmi perché non siamo più qui solo a divertirci. Fatti sotto, Nippon, davanti a te hai un vero rikishi che venderà cara la pelle!


Primo round del mio personale incontro e, tra setup e spiegazione farciti da continui ”no, quindi è così e non così”, partiamo con 55 minuti di preliminari estenuanti (... se lo conosci, lo spieghi e lo prepari in 15 minuti) che mi fanno ricordare i consigli paterni: “Studia, che poi da grande ti serve!“ ... si, magari ragioneria era l’ideale in questo caso! E la conoscenza in questo gioco serve, eccome, visto che se non ce l’hai non vai avanti. Alla fine il regolamento parla pure chiaro: un gruzzoletto di yen in partenza da investire acquistando fabbriche, acquisendo conoscenza, aumentando la produzione di carbone o inviando navi e treni nelle 4 regioni giapponesi sul tabellone. Se tutto gira bene si producono merci con le quali si possono influenzare i mercati delle regioni stesse e facendo piovere punti vittoria nelle tre fasi dedicate durante la partita.

In un solo turno vengo totalmente assorbito dal flusso di gioco che scorre maledettamente bene e dall'iconografia chiara che lo rende indipendente dal linguaggio. I mercati da influenzare partono già con un livello alto prestampato che ti portano inizialmente a lottare contro il gioco stesso per emergere. Come se non bastasse, se non riesci a piazzare il valore d’influenza più alto, puoi anche essere scalzato dagli avversari. A tutti gli effeti è una corsa agli armamenti monetari. Ma c’è di più. La meccanica principale si basa sulla scelta di azioni che abbiamo citato in precedenza. Dobbiamo prendere dal tabellone principale, in corrispondenza dell’azione che intendiamo svolgere, il lavoratore tra una serie che varia in base al numero di giocatori. Questi lavoratori sono di 6 colori diversi e disposti a caso. Il lavoratore va piazzato sulla nostra scheda giocatore fino ad un massimo di 6 per turno.


Quando non possiamo più svolgere azioni o se ne sentiamo la semplice necessità possiamo decidere di consolidare liberandoci delle eventuali risorse non godute (carbone e denaro) e incassando il nuovo reddito. Solo in questo momento dovremo pagare i nostri lavoratori sfruttati nel turno precedente. Tanti più lavoratori di colore diverso avremo collezionato tanto più dovremo pagare. Interessante per voi sarà scoprire  se valga più la pena manodopera specializzata ma cara o manovalanza a buon mercato ma che non sempre potrebbe fare ciò che vi aspettate. D’altra parte, più lavoratori utilizzerete e più l’imperatore vi ricompenserà perché, sempre dopo aver consolidato, potreste aggiudicarvi una tessera bonus. Queste ultime sono di 4 tipi crescenti come valore e danno un immediato vantaggio appena prese, inoltre serviranno da moltiplicatore punti vittoria a fine partita. Dovremo saggiamente decidere su quale casella  piazzarle nella nostra scheda giocatore sugli spazi dedicati perché, una volta posizionate, non possono essere spostate o incrementate, stabilendo di fatto quale strategia valorizzare ai fini del punteggio. Se su una casella non c’è moltiplicatore (sulle schede ce ne sono comunque due prestampati) quella risorsa o condizione non darà punti.
Tralasciando i tempi di percorrenza, che sono rispettati se si ha confidenza con il titolo, finisco terzo di quattro intrepidi. A qualcuno può suonare quasi come un ko ma non per me, non questa volta. Scopro piacevolmente come, aprendo un po le prospettive, ci si possa divertire anche usando un po più il cervello.
Nippon è tanta roba dagli stessi di Madeira e Panamax (al secolo Nuno Bizarro Sentieiro e Paulo Soledade). Nippon non per tutti può essere bello fuori ma lo è dentro e anche tanto. Ne usciamo tutti vincitori con Nippon in testa.
La partita è stata lunga, intensa ed appagante e mi accingo a tornare verso casa soddisfatto dei risvolti di questa avventura. Forse può essere vero che chi lascia la strada vecchia per quella nuova sa cosa lascia ma non sa quel che trova ma posso tranquillamente aggiungere che... nel bene o nel male vale la pena provare.

1 commento:

  1. L'intro di questo post è la descrizione della mia vita ludica ahah

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