martedì 3 novembre 2015

Bastardi senza gloria (ilBotta)

Credo che al mondo esistano due tipologie di giocatori: quelli che amano le bastardate e quelli che, beh, le subiscono! Solitamente un vero "bastardo" è proprio "senza gloria" perché spesso fa bastardate gratuite, che non necessariamente lo aiutano nella sua strategia, e prova un (insano?) piacere nel danneggiare altri e gongola nel rovinare le perfette pianificazioni avversarie.
Spesso quindi, al tavolo, si odono imprecazioni e commenti del tipo: Ma perché? Che ci guadagni poi? Ma sono l'ultimo e intralci me?

Devo ammettere di rispecchiarmi molto nella prima categoria, se ne intravedo la possibilità non mi tiro di certo indietro. E cosi anche in titoli non proprio propensi alle bastardate, se vedo lo spiraglio, mi ci butto... e via a subir insulti (gratificanti alle orecchie di un vero Bastardo senza gloria!)
Ricordo ancora quando, appena passato dai GDR ai BG, alla mia prima partita a Go West (anche se ormai è passato un decennio) dove, alle battute finali del gioco, per il solo gusto di farlo, avevo fatto slittare fuori dal gioco delle carovane essenziali per la strategia del buon Khoril (che era in lotta con lo Snob per la vittoria). Ricordo ancora che l'aveva presa davvero male alterandosi alquanto e inveendo contro la mia mossa (stupida a sua vista dato che non mi faceva prendere punti e recuperare su di loro e quindi totalmente inutile) ma spettacolare e soddisfacente a mio avviso essendo stata una delle mie prime gran Bastardate!

Abbiamo chiesto a blogger e gamers conosciuti nel panorama ludico, in che categoria si rispecchiano, se nel "volemose bene" (ed esser soggetti alle bastardate) o tra i "bastardi con e senza gloria".

Ecco le risposte:


David Rossi (Triade). No io sono uno corretto. Odio le bastardate senza fine nel gioco e sinceramente non le ammetto nemmeno, dato che gioco per divertirmi, non per far dannare gli altri giocatori. Non ho bastardate da raccontare fortunatamente.

Luca Borsa (Mesaverde). In realtà non lo sono ... Ma a volte gioco in un gruppo dove lo scopo è non fare vincere "Pici" e quindi se possiamo con lui non c'è pietà.

Mauro Di Marco (MDM). No. Non faccio quasi mai bastardate a vuoto. Tendo anche a dimenticare le "molte" bastardate subite. A parte un fallimento al primo turno sulla mappa Europa di Age of Steam. E comunque anche lì potrebbe essere, almeno in parte, colpa mia...

Fabio (Sampy). Devo dire che non ricordo scene epiche ma a volte mi capita per fortuna abbastanza raramente di essere oggetto di bastardate fine a se stesse dicendo proprio.. ma te la prendi con me che sono in svantaggio??? Al contrario io non cerco di fare bastardate gratuite, il mio obiettivo e' vincere! se un'azione mi da un vantaggio la faccio che sia a discapito o meno di qualcuno, non la facci se non serve ne tantomeno contro un giocatore che può arrivare dietro di me. La mia mossa e' sempre mirata ad arrivare primo mai a danneggiare qualcuno senza ottenere un vantaggio. Spero di essere stato di aiuto. ODIO le bastardate gratuite, ODIO se qualcuno al mio tavolo non si diverte, ne va proprio direttamente del mio divertimento personale. Sarò strano ma vorrei che tutti si divertissero sia arrivando primi o ultimi.

Davide Tommasin (Canopus). Di norma preferisco il volemose bene, ma se qualcuno osa anche solo sfiorarmi divento un bastardo senza gloria e non solo mi vendico, ma continuo contro tutti. La bastardata più tremenda che ho visto è stato mio fratello a robot rally dove si è fatto diversi turni a muoversi in retromarcia pur di far esplodere più volte posdibili il robottino del giocatore più permaloso al tavolo.

Francesco Berardi (fantavir). C'è chi gioca giusto per divertirsi, senza badare a chi vince, c'è chi gioca anche per vincere, perché se vince si diverte un po' di più.
Io appartengo alla seconda categoria, anche se preferisco perdere una partita combattuta piuttosto che doppiare gli avversari.
E poi ci sono i bastardi, ma io non penso di esserlo. Sono stato però il bersaglio preferito di alcuni colleghi di lavoro e qualche volta ho subito le loro bastardate. Non ci sono rimasto male perché il tutto è stato fatto in un'atmosfera goliardica, anche perché i giochi erano abbastanza light. E poi il tutto faceva parte di un "copione": quando iniziavamo un gioco, infatti, una delle frasi più ripetute era "l'importante è che non vinca Francesco :)".

Andrea Bianchin (Sgananzium). Non sono avvezzo alle bastardate, a meno che non sia una meccanica chiave del gioco! Mi piace giocare per divertirmi, preferisco non vincere ma sapere di aver giocato bene (magari "domando" le meccaniche nel modo corretto), quindi questa indole non troppo competitiva non mi porta a "giocare sporco".
Non sono neanche particolarmente vendicativo, spesso organizzare una ritorsione porta via più fatica della soddisfazione che ne traggo, al massimo posso, se la mia partita è già considerata persa, tendere a favorire con le mie azioni i rivali di chi mi ha pugnalato alle spalle, ma nulla più.
Tra l'altro non ho un gruppo particolarmente avvezzo alle bastardate, spesso proprio per paura di ritorsioni ce ne stiamo buoni prendendocela un po' con tutti, senza affondare il coltello su qualcuno in particolare. Anzi, alle volte ci scusiamo pure!
Diciamo che quando riesco a vincere una partita dopo una o più bastardate, rischio di scatenarmi in danze tribali dal dubbio gusto estetico!
L'altra sera, per fare un esempio, ero in testa a Rush&Bash, a poche caselle dall'arrivo: sono stato bellamente silurato per ripartire quasi dietro a tutti gli altri. Essere riuscito a vincere comunque (per una serie di fortunati eventi, ho pescato la carta giusta!) e pure di margine è stata una delle esultazioni più epiche che abbia mai fatto!

Matteo Boca (TeOoh). Non sono un bastardo, anzi, il più delle volte se c'è interazione diretta, vado a spartire equamente la cattiveria, lasciando il compito del "bash the leader" o un po' il "bash chi ti sta antipatico" al resto del gruppo.
Mi piace vedere come ognuno pensa di evolversi in funzione di quello che "potrebbe" accadere, rispetto al farlo accadere davvero.
Non è buonismo, è solo che ad attaccare sempre lo stesso giocatore ho sempre l'impressione che gli altri potrebbero scappare via. Tale sensazione deriva dal fatto che, ogni volta che IO non sono attaccato, penso sempre ad approfittare del "momento di distrazione".
La più grande bastardata? Beh, in una partita tiratissima a Safranito, in 4 giocatori. Eravamo in 3 vicini come punteggio e avevamo già lanciato i nostri gettoni. Il 3o giocatore ha, in tavola, la vittoria, essendosi anche assicurato il primo posto per consegnare.
Il 4o giocatore al grido di "Non ho niente da perdere!" lancia con violenza inaudita il suo gettone al centro plancia spostando praticamente ogni altro presente. Risultato che, io non ricevo alcuna spezia, il giocatore primo di turno si vede spostato in 3a posizione e il giocatore che era in 3a diventa primo con una spezia in più acquistabile. Vince così la partita.
Ok, forse si intendevano più "volontarie", ma è stata l'infamata che ancora oggi ricordiamo e il grido del "Niente da perdere!" ci fa tremare nell'intimo durante una partita a qualsiasi gioco in cui l'interazione diretta è presente!!!

Andrea (Dado Critico). Mhmhmhhm. No, devo ammettere che non sono un gran fan della bastardata fine a se stessa. Da giocatore german cerco solo la mossa più efficiente. In questo senso se la mossa più efficiente prevede anche il verificarsi della peggior situazione possibile per il mio avversario, ben vengano i due piccioni con la stessa fava, e non mi faccio il minimo scrupolo.
Spesso comunque si confonde la bastardata con il giocare aggressivo, che è solo uno stile di gioco, e non ha niente di cattivo. Io quando gioco a Carcassonne cerco di bloccare gli omini all’avversario segandogli le città: mi sembra più efficace che cercare di costruire più di lui. Per qualcuno questo è giocare bastardo, per me è solo una strategia.
Quando giocavo a scacchi online su Red Hot Pawn, avevo questo mezzo mito del “matto affogato”, che è un particolare tipo di matto, che si effettua col cavallo: il re avversario viene attaccato e rimane soffocato dai suoi stessi pezzi. E’ un matto piuttosto raro, che riesce di solito solo grazie a un sacrificio di pezzi e a una leggerezza dell’avversario. Comunque: io avevo quest’idea di realizzarne almeno uno nella vita.
Quindi quando giocavo contro qualcuno particolarmente scarso, puntualmente ci provavo. Senza riuscirci.
Poi invece mi capitò per caso durante una partita contro un giocatore del mio stesso livello, contro il quale anzi stavo perdendo malamente. Ero sotto di pezzi, stavo cercando un modo per venirne fuori e vidi la mossa. Il matto fu improvviso e clamoroso, al mio avversario ci volle qualche minuto per realizzare.
Mi scrisse in privato per insultarmi, per dirmi che avevo avuto solo un gran culo e mi invitò immediatamente a 12 partite, 6 col bianco e 6 col nero, per rimarcare che poteva battermi tutte le volte che volevo.
Declinai tutte le partite, e poi per farlo rosicare maggiormente postai sul forum lo screenshot della partita e delle mosse, bullandomi del matto affogato.
Credo che pensi a me ancora adesso…

Daniel Zilio (Renberche). Io sono un bastardo senza gloria. Ho fatto bastardate di ogni genere, dal far perdere uno a Specie Dominanti per guadagnare qualche punto al far arrivare secondo a Rush and Bash un altro poco prima del traguardo inondandolo di bombe. Io gioco sempre per arrivare più in alto possibile quindi anche se non sono in corsa per la vittoria comunque agisco anche per avere un solo punto, senza guardare in faccia nessuno. Ben vengano gli insulti, sono la benzina del divertimento!

David Sugoni (Dave2306). Potrei stare qui a parlare per ore, facendo parte di un gruppo di veri e propri bastardi (con e senza gloria), che provano piacere a farsi del "male ludico" alla prima occasione. Spesso addirittura le faide iniziano già prima di sedersi al tavolo, con i classici "oggi non vinci", oppure "oggi attaccherò soltanto te", strategie portate spesso da chi poi non vince mai... Personalmente sono uno che gioca per il gusto di giocare, e non per fare bastardate agli altri, e spesso rinuncio a delle mosse se serve a non ostacolare il potenziale vincitore...

Matteo Fiordelmondo (Fotw83). Non mi vengono in mente grandi bastardate al tavolo sono un giocatore che pensa solo a vincere. Vincere non è fare più punti in assoluto ma ne basta uno in più degli avversari. Ogni giocata tende a massimizzare questo concetto. Si vince anche bloccando il gioco degli avversari...


lo Snob. Probabilmente non si direbbe ma sono nella schiera dei 'volemosebene'. Le bastardate non mi riescono proprio. Nel nostro gruppo però abbiamo ne il Papone e ilBotta i due maggiori esponenti del club bastard forever con, per quel che mi riguarda, il voto a ilBotta come bestia nera. Avendo infatti l'aggravante di essere mio fratello ha come missione principale affossarmi appena possibile. Costi quel che costi, fossi anche ultimo a 50 punti di distacco. Gli esempi si sprecano.


Gianfranco Buccoliero (Gfb). Purtroppo io sono soggetto alle bastardate, una delle  scene più epicamente bastarde a cui ho assistito l'ho subita in un torneo di Saint Petersburg: 4 giocatori: il primo e l'ultimo sono molto amici, nel momento in cui bisogna prendere il secondo artigiano, l'ultimo di mano passa, cosicchè il primo può prenderne 3, indovinate chi ha vinto? Questa situazione mi ha dato una grande mestizia, ma dopo che mi sono inquietato posso farci poco. E' il problema dei giochi con 4 giocatori.

Massimiliano Troscia (Predator75). Beh, diciamo che sono tendenzialmente un bonaccione, quindi tenderei a schierarmi con la fazione “volemose bene”. Raramente faccio bastardate gratuite, se devo giocare conto qualcuno lo faccio solo se so per certo che quell’avversario è particolarmente forte in quel dato gioco, allora marcarlo stretto e metterlo sotto pressione ha senso.
Poi ovviamente dipende anche dal titolo in tavola, ce ne sono alcuni in cui non puoi proprio esimerti dal fare sgambetti (vedi ad esempio Discworld: Ankh Morpork di Wallace, riconosciuto come causa di rottura di amicizie decennali, oppure Lords of Waterdeep, noto anche come Lords of Kingmaking!). Insomma, viva il fair play ma se il gioco lo richiede diciamo che non mi tiro indietro.

Luca Lanara (Maledice). Credo di non essere un giocatore bastardo. Evito se possibile situazioni scomode ma sistematicamente la gente pensa che io stia tramando qualcosa. Succedono cose del tipo :" ah così tu non attacchi perchè dopo hai intenzione di tenere le risorse e poi stendermi sul finale, sei proprio un bastardo". Infatti la mia totale non aggressività mi trasforma in qualche modo nel avversario più infame di tutti. E allora mi arrendo al corso degli eventi e paradossalmente faccio esattamente quello che non avevo pensato, trasformandomi nel re dei doppio giochisti. Un esempio su tutti è stato su Specie Dominanti, dove come arachnide sono stato additato come assassino sgravato, ancora prima di giocare un solo turno. Così ho passato la partita a distruggere e innevate il mondo, arrivando penultimo. Ma ho lasciato nell'oblio l'additatore che se n'è andato insultandomi. Della serie tu mi hai provocato io ti distruggo.

Alberto Papi (AlboTre).Io nascevo giocatore onesto.... Senza infamia poi divenuto bastardo senza gloria per osmosi con i soci gamerz che come morale hanno quella del cimmero: "schiacciare i nemici, finirli mentre corrono e ascoltare i lamenti delle femmine". Si in effetti la TV negli anni 80 ha fatto bei danni ma in questo caso devo ammettere che è un bene. Dal mio passaggio al lato oscuro infatti il divertimento percepito al tavolo è aumentato del 300%. Prima partite regolari, qualche fallo nella mischia quando l'arbitro non vede. Poi zozzate a volto scoperto: "ma perché?".... La mia risposta è: " Kuldran nella vita bisogna trovare la propria nemesi e provare almeno a calciarle il deretano come Mark Lenders e il suo tiro della tigre!"
Morale... Se mi sento confidente della partita e tiro dritto. Come stoner magari vinco ma non sento godimento nel perculare chi arriva dietro sano e salvo. Quindi se posso con l'occhio allo specchietto retrovisore... Ti mollo una bomba nella tua corsia anche se ti hanno dato giù tutti+la mala sorte. Se posso ti "attoppo" una azione di Vanuatu perché con i punti si fanno i conti alla fine e non si vive poi nel tormento di aver perso per 1 punto per non aver saccheggiato un compare durante una faida a patchistory. Nella vita la mia nemesi al tavolo è Kuldran..   Il nerd alfa... E appena posso gliene faccio di tutti i colori... Quindi se vince.... Onore doppio.... Se non vince (e non vuol dire che io sia primo) allora godo tipo le fizies quandi ti lecchi le dita. Fidatevi "bastardi inside", come Intel e il divertimento è TOTALE.

Filippo Brigo (ciabattino). Credo che il nostro si possa definire tranquillamente un gruppo di bastardi senza gloria. Ricordo una partita in cui, un po' per sfiga è un po' no un nostro amico al primo turno di citadels si fa rubare i soldi e non costruisce. Al secondo turno l'assassino lo uccide credendolo un altro. Da lì in poi, lui comincia a fare la vittima (e te credo...) e noi a prenderci gusto. Saltano gli schemi. Viene, nell'ordine, derubato delle carte col mago, assassinato nuovamente (qui una grossa ingenuità sua) e gli viene distrutto un quartiere da quattro, il primo che costruiva (al costo di tre monete. Follia da accanimento...). È un quattro contro uno al cardiopalmo. Si cerca la partita perfetta, quella dove finirà con zero quartieri. In extremis non ci riusciamo, per colpa di una indistruttibile Torre di Guardia. Ci rassegnamo. É andata così, ma ci riproveremo. Non con Paolo (nome assolutamente NON di fantasia). Lui a Citadels non giocherà mai più.

Gabriele Berzoni. Assolutamente no! Cerco di giocare ogni partita fino in fondo cercando di giocarla come se potessi arrivare primo anche se - magari - non posso più esserlo. Non mi piace danneggiare gli altri se non fa parte di una precisa strategia di gioco (quindi "con gloria").
Ricordo con molta rabbia e dispiacere di persone con le quali ho giocato che, non potendo più vincere, puntano a far durare il gioco il meno possibile così sfalsandolo. lo trovo un modo immaturo di concludere le partite.

Marco Fregoso (Agzaroth). Io bastardate gratuite non ne faccio mai per abitudine, le faccio solo se funzionali alla mia partita: in quel caso non mi tiro indietro. Però sono anche irrazionalmente molto vendicativo e se mi accorgo che qualcuno fa una bastardata gratuita a me, inizio anch'io a prenderlo di mira e faccio di tutto per farlo perdere. Del resto chi fa bastardate gratuite (quindi non funzionali alla sua partita, ma solo per il gusto di farlo), a parer mio non sta veramente giocando, ma facendo altro, che fa parte del metagioco e mi sento autorizzato a rispondere con la stessa moneta.

5 commenti:

  1. Complimenti ragazzi, articolo molto interessante. Fabio

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  2. Facciamo un gioco nel gioco: chissà cosa avrebbero risposto Rossi e Marquez? :)

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    1. spererei in un Rossi Bastardo ma con TANTA gloria!

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    2. Tutti e due avrebbero risposto che pur di vincere si passerebbero sopra.... Sono dei fuoriclasse e non arrivi a quei livelli se stai a pensare come se la passano i secondi. L'importante è non arrivare dietro... 100% ( Márquez direbbe lo stesso.... Ma in spagnolo ahahhahah)

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  3. E' stato tutto molto interessante :)
    Io sono uno che le ha sempre subite le bastardate di gioco.
    Su due piedi credo di averne fatte davvero poche...

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