martedì 10 novembre 2015

3 Kings: qualcuno volò sul ripiano buono dello scaffale (lo Snob)

Era da un po’(troppo a dire il vero) che questo titolo prendeva polvere sullo scaffale, sul ripiano dei titoli buoni, a far compagnia a Village, Smallworld, Stone Age e Glass Road. Colpa dei compulsivi che ci inondano di roba, schiavizzandoci ai loro sempre aggiornatissimi tavoli. Colpa di Essen, che ci ha resi orfani del boss, colpa del lavoro e già che ci siamo pure colpa degli amici del gruppo che beccarne più di quattro  insieme è un impresa ardua quanto trovare una frase a senso compiuto nelle canzoni di Moreno. Però ero curioso di provare 3 Kings. Non a caso era finito sul ripiano buono, in una sorta di speranza che ci potesse rimanere. Gli altri mi conoscono, sanno della mia avversione per i giochi di carte. Non c’è un motivo, è così e basta. Eppure quando ho letto di 3K qualcosa ha catturato il mio interesse…



Ci troviamo coinvolti nella lotta al potere, e dovremo con astuzia intrighi e tradimenti far guadagnare alla nostra fazione il trono vacante. Ci sono tre fazioni che platealmente sono in lotta: Gufo (nobili) Vipera (mercanti) Serpe (sacerdoti), oltre alla quarta (l’occhio della loggia) che trama nell’ombra, appoggiando prima questo poi quello con l’obiettivo di conquistare il regno pur non salendo sul trono. Si parte scegliendo casualmente e segretamente la fazione di appartenenza e da lì dovremo usare abilmente i personaggi e le carte azione per far avanzare sulla track dei punti comune quella cui siamo associati. Per farlo avremo a disposizione 4 turni suddivisi in 6 manche ciascuno. I personaggi nella nostra mano di carte permetteranno di interagire direttamente con gli altri giocatori, rubando carte, scambiandole o riutilizzando i loro scarti. Inoltre permettono la pesca nel mazzo azione, lo scambio di personaggi sul trono e lo scarto di personaggi direttamente in infermeria. Quest’ultima sezione è piuttosto interessante, infatti quando finisce il mazzo di pesca si attiva la fase ‘conta dei caduti’ e le carte presenti in questa zona concorreranno a dare e\o togliere punti alle varie fazioni (es. ogni nobile darà 1 punto alla vipera ma ne toglierà 1 al gufo etc). Sempre con le carte personaggio potremo andare direttamente ad influenzare ognuno dei tre troni presenti sulla plancia, piazzandole coperte sopra ognuno (come sui cavalli di horse fever). La somma dei valori personaggio delle fazioni avversarie verrà confrontata con quella dei personaggi della stessa fazione e alleati. Questo determinerà se la carta sul trono cambia oppure no. Qualunque sia l’esito bisogna determinarne l’integrità perché in caso contrario la fazione non prenderà punti pur rimanendo sul trono, ma andranno alla Loggia. Anche l’equilibrio di forze al potere a fine di ogni turno darà punti alla fazione L’occhio della Loggia nel caso non ci siano maggioranze. La partita continua fino al quarto turno o fino a che la Loggia arriva a 15 punti. Se volete leggere le regole nel dettaglio le trovate a questo link.


L’impressione che ho avuto giocandolo è di un titolo ben calibrato, non esiste una fazione avvantaggiata o più forte, e si capisce che alle spalle c’è stato un buon lavoro. Potrebbe sembrare a prima vista che l’occhio della Loggia faccia punti più facilmente ma in realtà non è per nulla semplice utilizzarla. Le mosse vanno pianificate attentamente, non dando troppi indizi sulla nostra appartenenza, quindi soprattutto all’inizio una buona dose di bluff è fondamentale. Se pensate di usarlo come entry level meglio guardare altrove, pur avendo meccaniche semplici è necessaria una buona dose di pianificazione a lungo termine, adattabilità e gestione della mano che difficilmente potranno essere alla portata di un gruppo acerbo. D’altra parte questo può essere visto come un pregio, perché abbiamo per le mani un titolo  da un punto di vista puramente oggettivo snello (materiali, meccaniche e setup), offre un coinvolgimento e un impegno strategico da media fascia. Occhio ai giocatori con una spiccata capacità mnemonica, saranno quelli da cui guardarsi maggiormente perché in grado di intuire in base alle vostre mosse dove e quando avrete usato la vostra influenza. Non sono infine in grado di dare un giudizio completo sulla scalabilità, perché reperire otto giocatori buoni è stato difficile, comunque posso dire che già in quattro si fa interessante, e al minimo sindacale, quindi tre, non soffre, decisamente meno coinvolgente ma comunque gira bene lo stesso.

Se devo trovare dei difetti direi che la plancetta personale è un po’ confusionaria, diversi giocatori hanno faticato a utilizzarla, soprattutto nella ‘conta dei caduti’, e il regolamento pur essendo scorrevole e snello poteva contenere qualche chiarimento in più. In definitiva l’aspettativa non è stata delusa, e credo proprio che rimarrà sul ripiano ‘buono’ dello scaffale, con buona pace per la mia avversione per i giochi di carte. Si sa, l’eccezione…

Arrivati alla scelta ormai consueta dell’abbinamento musicale, penso alle sensazioni che mi ha dato 3kings: lavoro nell’ombra, tecnica, alienazione, potere, semplicità ma allo stesso profondità e quel qualcosa che non ti aspettavi. C’è solo una band che corrisponde alla descrizione: Pink Floyd. Dal concept album migliore della storia The Wall: Waiting for the worms. Aspettando i vermi!

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