martedì 13 ottobre 2015

Oggi noi scriveremo l'Historia! (il Compulsivo)

Come scrivevo qualche settimana fa, una delle mancanze della mia collezione era un titolo di civilizzazione. Historia, pubblicato da Giochix.it, ha colmato questa lacuna. Negli ultimi due mesi abbiamo avuto modo di giocarlo diverse volte, quindi eccomi a parlarvene.
Historia può portare al tavolo da 1 a 6 giocatori, grazie a un efficiente sistema di bot che Marco Pranzo, l'autore, ha sviluppato. Non ho mai provato a giocare in solitaria, mi capita molto di rado, ma già in due l'inserimento di un paio di bot mette alla prova i neuroni dei partecipanti... non si tratta insomma di semplici sparring partner ma di avversari che macinano punti. La durata intorno ai 120 minuti è verosimile, qualcosa di meno al calare dei giocatori, nonostante l'attivazione dei bot porti via comunque un poco di tempo (restiamo comunque nel campo dell'ampiamente accettabile). Come target siamo sul peso medio, niente di troppo complesso, ma allo stesso tempo la gestione di una mano di carte, e quindi azioni, abbastanza ampia, potrebbe mettere in difficoltà i più giovani o qualcuno alle prime armi; nel complesso 14+ mi sembra un filo eccessivo.


Il gioco si svolge su tre ere della durata di quattro turni ciascuna in cui i giocatori svolgono un numero indeterminato di round.
La plancia è occupata da una grossa matrice del progresso, una piccola mappa del mondo e la ruota del tempo su cui si muove un marcatore e che indica quali eventi si attiveranno di volta in volta.
Il cuore di Historia risiede nella mano di carte che ciascun giocatore possiede, uguale per tutti e solo lievemente differenziato dalle carte della nazione (i consiglieri) che andremo a giocare. Le carte ci permetteranno di interagire con la plancia di gioco e gli altri giocatori; esse devono essere giocate coperte e in quantità variabile secondo il nostro livello tecnologico. La moneta necessaria per svolgere le azioni sono i cubi potere. Le azioni a disposizione sono:
- Militare. Avanzare in una delle direzioni della matrice tecnologica;
- Tecnologia. Avanzare nell'altra direzione della matrice tecnologica;
- Arte. Prendere una carta meraviglia (perlopiù azioni aggiuntive);
- Sfruttamento. Recuperare cubi potere spesi;
- Espansione. La civiltà si espande in un territorio adiacente sulla mappa del mondo;
- Commercio. Il giocatore commercia con un altro giocatore con un livello tecnologico più alto guadagnando un passo sulla matrice ma regalando punti vittoria all'avversario;
- Razzia. Il giocatore attacca un giocatore di livello militare inferiore, recupera cubi e ottiene punti vittoria;
- Guerra. Il giocatore vincitore di una guerra ottiene punti vittoria, il perdente rimuove un cubo dalla mappa;
- Turismo. Si ottengono punti vittoria per le meraviglie costruite.
- Rivoluzione. Il giocatore mette fine al turno in corso per tutti, e recupera carte giocate.
La fine del turno in corso porta a recuperare carte, ottenere punti vittoria per varie condizioni (matrice, mappa), refillare o stappare carte.

Senza dilungarmi oltre nelle regole, veniamo alla impressioni. Il gioco è decisamente ben congegnato e mantiene un equilibrio matematico proprio dei giochi di questo autore. Lo sviluppo militare sembra premiare in maniera eccessiva nelle prime partite, mentre con l'avanzare dell'esperienza anche la parte tecnologica "viene fuori". La tensione resta alta fino a fine partita grazie alla possibilità di imprimere accelerazioni o temporeggiare data ai giocatori con l'uso della carta rivoluzione.
A livello di flavour invece, questo tedescoide non mi ha calato perfettamente nel ruolo di leader di una civiltà in espansione, ma vista l'esperienza comunque interessante e appagante è un peccato che non mi sento di fargli pesare.
Un punto invece che non mi ha molto convinto sono i materiali. Forse sarebbe stato il caso di investire qualcosa in una plancia e in legname di dimensioni più grandi (il cubetto da 8 mm per esempio mi fa un po' di tristezza), più per l'impatto scenico, che non per l'effettiva necessità. Non sono d'accordo con chi critica il comparto grafico. Lo trovo gradevole e coerente, molto "storico", ma qui sono gusti. Ultima nota: il regolamento presenta qualche punto oscuro, che è possibile superare tramite le faq e un po' di buonsenso.
Quindi un buon gioco, che mi sento di consigliare una volta messo in chiaro il genere che vi troverete davanti.

3 commenti:

  1. Solo io non l'ho ancora provato.... Devo assolutamente giocarci

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  2. Ciao l'avevo quasi scartato come gioco ma la recensione mi è piaciuta molto. Solo una domanda su un particolare che forse mi è sfuggito... Sembra poter soffrire come gioco da paralisi da analisi o sbaglio?

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    1. no, direi di no. puoi perdere qualche istante a ragionare sulla tua mossa, ma alla fine le carte che hai in mano sono quelle e la scelta simultanea non ti permette di fare troppi calcoli. l'unico elemento certo è quali carte gli altri hanno già giocato.

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