martedì 29 settembre 2015

Essen 2015 watchlist - Dojo Kun

Giusto in questi giorni stanno passando in tv i film di Karate Kid, perfettamente in tema con il gioco di cui vi parlerò oggi: Dojo Kun, progettato da Roberto Pestrin, edito da Yemaia. DK porterà al tavolo da 1 a 4 giocatori per una durata stimata di 60-90 minuti. Essi dovranno ricoprire il ruolo di maestri di arti marziali impegnati nell'addestramento di studenti in vista della partecipazione al classico torneo.

I materiali di Dojo Kun sono abbondanti e comprendono una plancia modulare, plancette giocatore (il dojo) espandibili, carte atleta, 24 dadi personalizzati, una sacchettata di token vari e altro materiale accessorio. Ho avuto il piacere di vedere un mockup quasi definitivo e sono rimasto positivamente impressionato dalla qualità delle illustrazioni e in generale del lavoro svolto su questo risvolto del prodotto.

Il gioco si divide in due round divisi a loro volta in due macro fasi principali: stagione e torneo. Oltre a qualche azione che regala punti vittoria, saranno i piazzamenti nel torneo a fornirne la maggioranza e a decretare il Sensei vincitore.
Durante la stagione, che si ripete per tre volte, i giocatori piazzeranno i loro lavoratori (maestro e atleti) in modo da migliorare la propria condizione ammettendo nuovi atleti, costruendo strutture e attrezzature, allenandosi, ottenere Ki (la moneta del gioco), vivere avventure, elaborare mosse segrete... tutto molto ambientato!
Dopo questa fase preparatoria i giocatori affronteranno il torneo, si comincia con gli abbinamenti (interessante l'azione che permette di avere un certo controllo su di essi), per poi passare ai combattimenti. Coppia dopo coppia i giocatori lanceranno dadi in base ai livelli di esperienza che avranno ottenuto, sperando di ottenere anche combinazione che permettano di attivare mosse speciali. Nell'immagine qui a fianco potete poi vedere come si risolvono i combattimenti, in una sorta di morra cinese in cui solo i colpi rimanenti andranno a segno. Il torneo si risolve a eliminazione diretta. Al termine del secondo torneo termina anche la partita.

Non ho ancora giocato a Dojo Kun, ma ho visto giocare un paio di mezze partite durante gli ultimi eventi ludici, discusso con l'autore di vari aspetti del gioco, e ho anche avuto la possibilità di leggere in anteprima il regolamento definitivo... per questo mi sbilancerò in lodi... ed entrerà di certo nella mia collezione. Per quanto non porti nulla di rivoluzionario nel mondo dei giochi da tavolo, DK è veramente ben congegnato, mescolando sapientemente un worker placement intrigante e una fase di torneo appassionante. Per la seconda parte, il paragone che mi è subito sorto è con la tensione generata da Horse Fever nella fase di gara durante le rollate dei dadi... ma non lasciatevi ingannare, la fortuna qui è meno impattante e anche se per un solo simbolo non vedrete realizzata la tecnica segreta che avrete appreso con sudore e che vi avrebbe dato la vittoria, non rimpiangerete il tempo dedicato a questo gioco. Menzione d'onore per sistema di bot, semplice ed efficace che mantiene inalterato il gusto della partita al cambiare del numero dei giocatori.
Come sempre aggiungo un possibile punto debole. Le illustrazioni e i nomi degli atleti parodiano personaggi dell'immaginario comune (filmico, anime, manga, etc) che non tutti potrebbero conoscere, risultando ad alcuni incomprensibili e con scarso flavour.

1 commento:

  1. Stavo commentando: "Ci ho già giocato..."
    Ma poi mi sono accorto che lo stavo confondendo con Samurai Spirit!
    In ogni caso, l'hype è alto...

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