martedì 21 luglio 2015

Solo per trenta denari (lo Snob)

L'argomento che tiriamo in ballo oggi è spinoso, spigoloso, di quelli che non mettono mai d'accordo, che inevitabilmente dividono l'universo ludico come il mar rosso. Perché va bene parlare di meccaniche, crowdfounding, preview, recensioni, gusti bla bla bla, ma se tiri fuori la questione soldi, allora si che scoppia un casino! E il casino è effettivamente scoppiato. Sulla chat whatsapp del nostro gruppo ultimamente, come a volte succede, è stato proposto a chi fosse interessato un boardgame. Fin qui niente di strano, anzi. Poi però è arrivata la bordata che ha scatenato l'inferno. Senza fare nomi, tanto è solo un pretesto per parlarne, uno dei membri ha offerto 10 euro, dicendo che ormai il prezzo era quello dato che a una recente manifestazione andava via a quella cifra. Ora, immaginatevi cosa non è saltato fuori, da visioni distopiche del mondo boardgame, agli immancabili improperi contro i prezzi degli store, alle metafore alquanto bizzarre come quella che paragonava il deprezzamento dei titoli a... diciamo per essere educati, escrementi sul badile. Tutto finito come sempre senza incidenti con ognuno che ha espresso liberamente e rispettosamente la sua opinione. Il fattaccio però, mi ha dato da pensare, e mi ha concesso l'assist per parlare della cosa.

Il discorso è tanto semplice quanto annoso: qual è il prezzo onesto per un titolo usato o comunque venduto come privato?
Le considerazioni da fare sono tante, partiamo col dire che è inutile che ci lamentiamo continuamente dei prezzi troppo alti dei bg vari, se poi appena ci si presenta l'occasione cerchiamo di rivendere giochi al doppio del loro valore di acquisto (come spesso accade), con la scusante che qui in Italia gli store lo mettono a quelle cifre. Va bene guadagnarci, ma non si possono proprio vedere certe plusvalenze alla Mino Raiola dei giochi in scatola. Se i maggiori store italiani danno, tanto per fare un esempio un titolo a 45, e lo trovo tipo all'estero a 25, non posso buttarlo fuori a 45, dai è un furto, ma nemmeno a 40. E' giusto guadagnarci, ma poi è ipocrita predicare l'adeguamento dei prezzi con gli standard europei. Mettici 10 euro e siamo contenti tutti no?

Altra gatta da pelare è come stabilire il giusto prezzo di un usato. Anche qui, si va dai maniaci che vogliono tutto imbustato, che ti chiedono se usavi i guanti quando giocavi, se sei mai andato in bagno senza lavarti le mani, a quelli che nella definizione buono stato metterebbero pure le rovine di Pompei. Ognuno fa quello che vuole con ciò che è suo, ed è libero di comprare solo giochi perfetti, basta a mio modesto parere parlare chiaro, sia da una parte sia dall'altra, e se proprio si vuole andare sul sicuro, esistono pure le fotografie. Va da sé però, che un gioco tenuto in buone se non ottime condizioni, magari con tutte le carte imbustate, con qualche zip in più per tenere tutti i componenti in ordine, a mio avviso farebbe lievitare e non scendere il prezzo. Esempio, se nuovo il titolo viene 35, e invece lo trovo sì usato ma nelle succitate condizioni, quasi quasi anche a pagarlo 30 ci guadagno, risparmiando il prezzo per le buste e le zip, e trovandomi pure per le mani un ottimo stato. Diversa è la situazione per i giochi danneggiati. Quanto vale un bg rovinato? Difficile dirlo, molto dipende dal grado di usura. Graffio? Scatola sfondata? Angolo rotto? Macchia? Insomma ogni caso va valutato a sé, l’importante è specificare chiaramente il danno e l’entità perché molti non vorrebbero mai un gioco in quelle condizioni, quindi spiegate, specificate e comunicate qualsiasi difetto\graffio\pezzo mancante o dirsi voglia informazione che eviterà spiacevoli incomprensioni, male che vada troverete un altro utente cui le condizioni andranno bene così.

Per ultimo ho lasciato il boccone più amaro, e cioè quello sul prezzo di riferimento. Come nell'esempio citato all'inizio, che succede se arrivo a una fiera e mi vedo il titolo che ho appena messo in vendita spiattellato sul tavolo a due soldi e un peperone? Facciamo un piccolo ragionamento. Se vado al centro commerciale, e nella zona promo trovo un televisore full hd 182 pollici a 500 euro, e il prezzo di vendita fino a 10 secondi prima era di 800 euro, cosa significa? Che da quel momento in poi il valore della tv è sceso vertiginosamente di 300 euroni? No, chiaramente c'è una promo in corso, probabilmente a numero limitato come avviene quasi sempre, e il negozio ha deciso di vendere 1000 tv a quel prezzo. Finita l'offerta, lo stesso televisore lo ritroverò al prezzo pieno, dunque, riportato il concetto sui bg, non è che se in fiera c'è un lotto di scatole di Coloni Imperiali, tanto per sparare un nome, a 30 euro, quando negli store siamo sui 40 abbondanti, mi aspetto che da lì in avanti il valore sia quello. Semplicemente la prenderò come un’offerta, uno sconto fiera, un malore del venditore, ma che durerà per un periodo limitato o per una quantità limitata di pezzi. Diverso è se comincio a trovare la stessa cifra un po' su tutti i canali di vendita ufficiali. Allora sì che il mercato, e non un singolo evento isolato, mi suggerirà il prezzo che ora determina la quotazione del titolo.

Tirando le somme, dopo le blaterazioni summenzionate, a tutti fa piacere ricavare due soldi dalla vendita di un gioco che non usiamo più o che abbiamo trovato a un buon prezzo, con lo scopo solitamente di reinvestirli in qualche novità. Visti i chiari di luna economici è sacrosanto diritto di ognuno. D'altra parte il buon senso ci dovrebbe suggerire, uso il condizionale, l'idea che rimanere nei limiti dell'onestà contribuirà alla diffusione sempre maggiore della cultura del gioco intelligente a noi tanto caro. Il pienone che ha registrato quest'anno la Play ci conferma che sempre più persone si avvicinano a questo mondo misterioso e complesso, come lo consideravano fino a prima di varcare quella soglia, per poi ricredersi e ritrovarsi in un contesto divertente e in cui si può spaziare a seconda dei gusti e delle potenzialità. Vero è che gli scambi e le transazioni avvengono tra giocatori e non con chi è fuori dal contesto ludico, ma è altrettanto vero che più giochi girano più possibilità ci sono che nuove leve vengano a contatto con i bg, e a loro volta siano invogliate all'acquisto innescando un meccanismo che porterà solo che benefici. Alla fine il movimento in Italia è nato e cresciuto proprio così. Quindi, pensiamoci un attimo in più la prossima volta che venderemo l'ennesimo titolo, spieghiamo sino alla paranoia nel dettaglio le condizioni, informiamoci a dovere, e col sorriso sulle labbra, facciamoci una giocata.

Nel solito binomio boardgame musica (anche se oggi non ho approfondito nessun titolo) dopo tutto sto parlare di soldi non è possibile non tirare in ballo Money dei Pink Floyd. Qui siamo nell'olimpo!

8 commenti:

  1. I giochi si deprezzano pochissimo. O meglio: ci sono giocatori pronti a pagare 49.99€ un gioco usato invece di 55€ nuovo.
    Questo fenomeno si nota molto in realtà come la Tana, nel Mercatino, nel quale la percentuale di risparmio sull’usato, oscilla in media fra il 10% e il 20%.
    E i giochi vanno via come il pane, inutile lasciarli decantare e sperare che il proprietario limi qualcosa.
    E’ la legge della domanda e dell’offerta.
    Per quanto mi riguarda se il risparmio è ridicolo (5 euro su 55) compro nuovo.
    Meglio scambiare, a quel punto.

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  2. Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace... e quindi ognuno ci investe quello che crede giusto.
    Troppo caro ??? Boh !!! Forse per me si ma per un altro no.
    Di sicuro se sono 10 anni che tenti di rivenderti un Risiko a 40 € è meglio che cominci a farti due domande.

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  3. Proprio qualche settimana fa, su un noto gruppo di Facebook di mercatino di giochi da tavolo nei pressi di Roma, è accaduto questa scena.
    Un mio amico mette vende un gioco molto ricercato (non ricordo il titolo, ma è uscito nemmeno un mese fa) in lingua tedesca. Fa solo dieci euro di sconto... I commenti sono solo polemiche su: "Ma non è troppo?". Lui gli invita a declinare l'offerta se non interessati.
    Uno di questi soggetti apre una discussione dicendo agli amministratore di IMPORRE il 30-40% di sconto sui giochi da vendere. L'amministratore ha ignorato l'assurda richiesta e sono partiti 200 messaggi contro la folle idea del tizio. Molti ce l'hanno fatto notare: stava rosicando perchè voleva quel gioco ad un prezzo regalato...
    Magic mi ha insegnato una cosa: in un mondo dove le figurine degli altri valgono il valore massimo, mentre le tue sempre il minimo... l'unica soluzione (che ho trovato) è declinare e lasciare le polemiche.
    La tua offerta è quella? Va bene, l'ho ascoltata e dico di no. Vado da un altro che mi converrà. Fine.
    Molto qualunquista, ma è l'unico modo per non impazzirti dinanzi a tutto ciò
    Del resto, come dice il commento di sopra, "se per 10 anni che tenti di rivenderti un Risiko a 40 €" e ovviamente non lo riesci a vendere... vuol dire che davvero qualcosa non va!

    Sul finale mi trovo d'accordo: giochiamoci sopra che è meglio :D

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    1. Io invece rosico... vedo giocatori alimentare il mercato dell'usato con giochi comprati a Essen o in Germania a prezzi stracciati e rivenduti in Italia a prezzi da store online... o giusto 5 euro in meno.
      Questo commercio da bancarella di paese non credo faccia bene al nostro hobby.

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  4. Perfettamente d'accordo. Si può essere chiari senza fare polemiche. Ma dico una cosa, aspettarsi che il sottobosco dei mercatini possa un giorno essere un mondo felice senza problemi/polemiche e come credere che i giocatori alfa, quelli che non sanno perdere, o come diceva Andrea i giocatori "facciamo invece che", non esistano.

    All'inizio di ogni mercatino ci dovrebbe essere, oltre le regole di compravendita, un segnale di ATTENZIONE, attraversamento polemiche. Almeno uno lo sa, si ferma all'incrocio, le fa passare e poi riparte.

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    1. ti porto l'esempio del mercatino di giochi da tavolo su FB... le regole dicono 30% minimo di sconto... nessuno le rispetta.

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  5. Prendendo la tortuosa strada da mercatino bisogna mettere in conto che comunque vada non si hanno garanzie ... hai voglia poi a polemizzare ... nel caso la fregata uno se la deve tenere e magari la volta successiva ci pensa meglio :-)

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    1. ok, ma credo comunque che informandosi a dovere si riduca al minimo il rischio fregatura. certo è vero che alcuni se ne fregano, ma poi ci rimangono scottati

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