giovedì 18 giugno 2015

XCOM. Nemmeno gli Stati Uniti salveranno il mondo

Martedì sera Diego, un giocatore che ogni tanto vedete commentare sul blog, mi ha coinvolto in una partita a XCOM: The Board Game, gioco che mi aveva intrigato fin dall'annuncio della sua pubblicazione, dato anche sulle nostre pagine. XCOM è un collaborativo per 1-4 giocatori che sfrutta il carisma dell'ambientazione di una serie di videogiochi che vede come tema di fondo un'unità terrestre altamente specializzata (gli X-COM appunto) cercare di respingere un'invasione aliena. Grazie all'applicazione in italiano ora può essere giocato da un pubblico molto più ampio, che troverà come unico scoglio il non proibitivo testo sulle carte... scoglio che sembra sarà aggirato da Giochi Uniti durante quest'anno.

Il gioco è un susseguirsi di turni divisi in due fasi (a tempo e risoluzione) con eventi scanditi da un'App che i giocatori dovranno affrontare ognuno secondo il suo ruolo, le azioni e le risorse che ha a disposizione. Gli alieni vincono se riescono a distruggere la base dei nostri eroi, se riescono a mandare oltre la soglia di panico due continenti o il continente in cui si trova la base. I giocatori vincono se riescono a completare la missione finale, affrontabile solo quando lo dirà il supporto elettronico.

I quattro ruoli sono ben differenziati tra loro:
- il comando generale gestisce il budget economico, l'aviazione e le carte Crisi;
- l'ufficiale di comunicazione si destreggia tra le informazioni ricevute dall'App e le difese orbitali;
- il comandante in campo sfrutta le forze di terra per difendere la base e risolvere missioni;
- lo scienziato effettua ricerche (anche sui corpi degli alieni neutralizzati) per potenziare le azioni di tutti i giocatori o permetterne di nuove;


La partita mi ha visto ufficiale delle comunicazioni, ma essendo la mia prima e avendo giocato più di tutti gli altri Diego si è preso carico anche dell'App per permettermi di essere concentrato sulla distribuzione dei satelliti, sulla difesa orbitale e sul minimo controllo che le carte azione generate dallo scienziato mi davano sulla situazione globale (muovi dischi voltanti, distruggili, genera nuove truppe direttamente dalla riserva).
Il Set up, non eccessivamente pesante, determina l'Australia come nostra base, una situazione di panico diffuso e lievemente preoccupante. Onslaught come missione finale.
Primo turno ad altissimo impatto con le carte Crisi che ci hanno severamente purgato, 3 danni alla base con attivazione della "punizione" della carta Missione Finale e massacro delle truppe di terra... cominciamo bene!
Seguono altri 4 turni tesissimi. Consumiamo velocemente il budget di emergenza e sopravviviamo con un paio di carte che ci aiutano a rimpinguarlo un poco ogni turno. Le truppe di terra arrancano e non riesco a portare a termine nessuna missione secondaria e a malapena tengono la base, che a un solo passo dal collasso è difesa con la mobilia ammucchiata davanti alle porte. I dadi non aiutano nemmeno lo scienziato che ricerca 6 tecnologie sulle potenziali 15 (tre per turno) dandoci ossigeno ma non troppo. La fortuna invece sorride a me, complice forse anche il maggior tempo a disposizione per effettuare scelte oculate; in tutta la partita non è mai rimasto in orbita un solo disco voltante a "chiamare" i suoi compari. Al termine del quinto turno la situazione è disperata, oltre alla base diroccata abbiamo perso quasi subito l'Europa e tutti i continenti tranne il Nord America sono in panico e pronti a cedere... i richiami a Indipendence Day si sprecano, riusciranno gli Stati Uniti a salvarci ancora una volta?
Sesto turno. Sopravviviamo ancora una volta. Le truppe di terra difendono eroicamente con lanci di dado miracolosi. Anche nel Nord America serpeggia il panico, il presidente attore non riesce più ad arringare le truppe. Praticamente tutta l'aviazione mondiale è stata distrutta... mentalmente rivedo le scene a El Toro, la moglie del presidente non ce la farà nemmeno questa volta. Nonostante uno zero nella casella virtuale delle missioni secondarie compiute, si sblocca la missione finale; se portiamo a compimento quella il sacrificio di milioni di uomini avrà avuto un senso.
Settimo e ultimo turno. Gli alieni giocano pesante e il mazzo di pesca è spietato come la diarrea. Ancora una tripletta di nemici inavvicinabili. La base è perduta... la Terra anche.

XCOM è opulento. Elettrizzante a livello di componenti, graficamente e matericamente. L'autore, Eric Lang, è una garanzia e la fluidità del sistema ne è riprova. L'esperienza di gioco è forte e coinvolgente. Sfortunatamente però, io sono un german gamer e ho sofferto tutta la partita la continua pesca di carte e le decine e decine di lanci di dado... cioè, io sono un fedele follower del German Fighetto, come posso lasciarmi prendere da un gioco così? Ok, lo ammetto, ieri al lavoro ho raccontato a tanti della partita, cosa che di solito non faccio, sarà contraddittorio ma qualcosa vuol dire. Ameritrasher del mondo, unitevi! XCOM wants you! Ma io lascerò che ad acquistarlo sia ilBotta.

5 commenti:

  1. Hai vissuto un'esperienza. Creato una storia. Non "perso una partita". Questo è ciò che fa un buon gioco di stampo americano. Mi hai convinto fuori di ogni dubbio che mi piacerà.

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    1. Esatto, infatti non mi pare di aver mai avuto in testa quell'espressione. Ok, non ce l'abbiamo fatta, la Terra è andata... ma decisamente rimane la piacevolezza.

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  2. Ottima recensione... Altro punto di forza è dato dal fatto che all interno della scatola si trova soltanto il foglio di setup del gioco rimandando il regolamento alla App che permette anche di entrare subito nel vivo del gioco attraverso il tutorial che spiega in maniera immediata ed esaustiva - tranne per alcune piccole lacune - lo svolgersi della fase a tempo e di risoluzione.... Risparmiandoti tempo e noia.... E cosa aggiungere? Ovviamente è questione di gusti.... Ma a me è piaciuto...

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  3. Uhhh ho capito di cosa si tratta. Io in questo genere di gestionali ho sempre fallito. C'è sempre qualcuno che non capisce bene il ruolo e manda tutto all'aria.
    Però una change ce la darei!

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  4. FORSE la tua più bella recensione.

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