venerdì 8 maggio 2015

Tulipmania 1637 (il Compulsivo)

Sono uno di quelli che ride quando gli dici "ci sono solo 10 tipi di persone, chi conosce il codice binario e chi no". Verso fine anni novanta ero un adolescente smanettone tra schede elettroniche, Visual C e p2p e vedevo con gli occhi del newbie (attraverso i newsgroup) svilupparsi sempre più velocemente internet e l'interesse intorno a esso. Poi esplose la bolla, la dot-com bubble. Non che mi toccasse in qualche modo, ma fu comunque la prima bolla economica a cui assistei con coscienza, altro che crisi del '29 e libri di storia. Forse mi rimase dentro un po' di curiosità.

Quando nel 2010, in piena bolla immobiliare, in occasione di Play la Tana propose la localizzazione in italiano di Tulipmania 1637 corsi a cercare informazioni. La sola idea di cavalcare una bolla economica (quella dei tulipani appunto) speculando e rischiando mi affascinava. Nonostante i materiali e la grafica non particolarmente accattivanti acquistai il gioco con entusiasmo; gioco che rispettando la scheda di BGG avrebbe occupato per un'oretta da 3 a 5 giocatori.

Nella scatola, di dimensioni ridotte, troviamo una piccola plancia che indica tramite un diagramma di caselle e frecce in tre diverse colorazioni come varieranno i prezzi dei bulbi. Carte azione nella quantità di 5 per ciascun giocatore, un mazzo di carte acquirente, una manciata di tulipani, banconote e poco altro.
Come già detto i materiali non sono impressionanti, ma nel loro essere minimal non sono malaccio, considerando anche il costo contenuto del gioco. La grafica adotta uno stile impressionista (non sono un esperto ma dovrei averci azzeccato) e una palette di colori caldi e cupi molto autunnale; non a tutti piace, anzi, tra i miei amici praticamente a nessuno.

Il gioco si divide in un numero indeterminato di turni in cui ogni giocatore svolge il suo round diviso in tre fasi. Solo la prima è un minimo articolata, mentre nelle restanti si deve: pescare una carta acquirente e comprare un tulipano. La prima fase, la vendita di un tulipano, sfrutta le carte azione per determinare chi comprerà il bulbo e secondo quale modalità (acquistare per mandato, acquistare, speculare per mandato, speculare), cosa che influenza direttamente il modo in cui salgono i prezzi.
Quando un colore di tulipano raggiunge uno dei valori posti sull'ultima riga di caselle, la bolla esplode e tutti i giocatori vendono i bulbi, con prezzi che calano vertiginosamente a ogni vendita; la priorità di vendita va a chi ha carte acquirente del colore corretto mentre tutti gli altri vendono a prezzi più bassi. La partita termina quando tutti i colori tranne uno hanno raggiunto il valore massimo, quindi anche quest'ultimo viene immediatamente venduto qualunque sia il suo valore. Non entro nei dettagli perché il manuale è disponibile in italiano a questo link e perché è più semplice leggere direttamente il funzionamento delle quattro carte azione (pagine 5 e 6) guardando le immagini esplicative, piuttosto che cercare di spiegarvelo in qualche riga.

Metto sempre sul tavolo con piacere Tulipmania 1637, soprattutto se siamo in quattro (il gioco scala togliendo colori di tulipano, in tre è un po' stretto mentre in cinque, con tutti i materiali in gioco, secondo me si prende una deriva di casualità eccessiva). Piacere per la sfida che propone, interessante senza bruciare il cervello, interattiva senza infastidire e costante, senza tempi morti perché giochi sempre anche nel turno degli altri. Piacere per la competizione che istiga nel cercare di leggere le intenzioni degli avversari e decidere come vendere e comprare massimizzando i miei profitti e riducendo quelli avversari.
Molto meno attraente è invece l'aridità generale, dai materiali all'ambientazione. Tulipmania 1637 non è mai accolto bene dai miei compari; per la maggioranza dei giocatori è molto meglio un titolo più fresco e colorato, certo, ma quando l'ho visto in vendita a Play non ho potuto fare a meno di ricordare quanto sia interessante. Forse non tutte le settimane o tutti i mesi... ma per questo titolo di commodity speculation uno spazio sullo scaffale affollato glielo riserverò ancora a lungo.

1 commento:

  1. Me ne avevano parlato, ma mai provato. Non sapevo il riferimento storico che c'era dietro.

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