martedì 21 aprile 2015

Il carretto passava e quell'uomo gridava... Istanbul! (ilBotta)

Istanbul è un gioco di Rüdiger Dorn per 2-5 giocatori, che dura un'oretta, ed edito da Asterion Press in italiano.
Il gioco ci vede calare nei panni di mercanti che con i propri aiutanti al seguito, e armati di carretto, devono accumulare risorse per venderle o scambiarle in cambio di gemme; chi avrà per primo accumulato 5 gemme (o 6 in due giocatori) vincerà.

La plancia viene formata da 16 tesserone che rappresentano le bancarelle e i luoghi visitabili; ogni giocatore riceve 6 dischetti, uno rappresenta il mercante e gli altri gli aiutanti. Si impilano uno sull'altro e si posizionano sulla tessera fontana. Ora abbiamo la possibilità di spostarci di uno o due spazi, per effettuare azioni; sulla tessera dove decidiamo di sfruttare l'azione vi dobbiamo lasciare sopra un nostro aiutante. Il turno dopo ci si sposta su un altra tessera e vi lasciamo un altro aiutante, e cosi via, man mano ci lasciamo dietro di noi i vari aiutanti. Nel corso della partita,  per recuperare i fondamentali aiutanti bisogna o ripassare a ritroso sulle varie tessere o recarci alla fontana e richiamarli tutti in un colpo.

Se si ripassa su una tessera con un aiutante lo si riprende e si ripete l'azione precedentemente svolta; se vi è presente un mercante avversario, invece, per effettuare l'azione bisogna pagargli 3 monete. Ci sono poi un altro paio di regole e variabili (ad esempio pedina ambasciatore e governatore) che cercano di dare un paio di scelte in più al gioco e renderlo meno scacchistico e prevedibile.

Il gioco gira bene, ha una bellissima grafica e bei materiali, non dura tanto e può esser giocato un po' con tutti. Dico che può essere giocato da tutti perché in sostanza Istanbul ha due regole da ricordare, ha un iconografia sulle tesserone e carte che aiuta a capire l'azione da effettuare e ha un regolamento di poche pagine. Occhio però a sottovalutare il gioco! Soprattutto in una partita a due giocatori é essenziale tener d'occhio l'avversario, perché con la giusta "combo" di azioni si riesce in 2/3 turni a accumolare 3/4 gemme e si rischia di non riuscire più a recuperare terreno.
Come contro però, ha un'ambientazione che è pressoché inesistente (é un astratto camuffato da german) una scalabilità non ben bilanciata (in 2 non ci si incontra quasi mai, in 5 è quasi ingiocabile) un turno di gioco molto scacchistico (lo metto come contro perché non sono un amante di questa caratteristica) e un paio di regole e situazioni di gioco, dal mio punto di vista, infelici (tipo pagare monete se incontro un altro mercante o il catturare i parenti avversari). Ecco, proprio quest'ultima cosa mi ha dato l'impressione di esser stata buttata nel gioco solo per creare una sorta di interazione, almeno a pelle è la sensazione che avvertivo giocandoci. Quindi, per riassumere, un gioco con una bella grafica, bei materiali, durata contenuta e con due semplici regole; ma con poca interazione, difficoltà a raggiungere chi è in testa e molto molto scacchistico. Se tutto questo basta per i vostri gusti, beh, compratelo, e cosi farete felici l'Asterion!

3 commenti:

  1. Ho fatto un paio di partite, prima che un mio amico lo vendesse.
    L'ho trovato molto semplice, dalle molte possibilità di vittoria.
    L'ho trovato "così-così": tipologia di gioco già vista, che tuttavia non fallisce mai.

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  2. Si neanche io ho avuto una bella esperienza con questo gioco tanto da farmi schifare a priori anche Five Tribes (che però ora sto rivalutando)

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  3. Su ILSA dovrebbe invece uscire a breve un articolo molto più lusinghiero del nostro. Non vedo l'ora di leggere il loro punto di vista.

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