martedì 24 febbraio 2015

Swordfish. In balia delle onde (lo Snob)

Ancor oggi non ci è dato sapere perché sia finito nel gruppo questo titolo, forse per il sapore d’avventura, forse per via dei sacchetti di pesca alla “thebes” o forse per i troppi episodi visti di Deadliest Catch (documentario sulla pesca estrema). Fatto sta, che uno dei compulsivi del gruppo ha deciso un bel giorno di portarselo a casa, e così ci siamo imbarcati (scusate la metafora ma è stato più forte di me) nell'impresa di rincorrere i pesce spada.

L’ambientazione di Swordfish difatti è quella della pesca d’altura. Il turno è ripartito nelle fasi acquisto, movimento, condizioni meteorologiche, pesca, vendita e fine turno che ripeteremo per quindici round di gioco. La plancia raffigura una porzione di mare suddivisa in quattro zone di pesca (illustrate da boe di diverso colore),  una track della condizione climatica (verrà influenzata dalle carte), una porzione di costa con i cinque porti (diverse capacità di vendita, costo capitani ed equipaggiamenti oltre che la distanza dalle zone più pescose) e le altre track dei pv, fasi e turni.  Si parte con 20 pv che rappresenteranno anche la moneta per fare gli acquisti. Per prima cosa va scelto un peschereccio. Si differenziano per capacità di stivare pesce, velocità, consumo, resistenza alla tempesta e ovviamente costo.
In questa fase (acquisto) possiamo spendere tutto quello che vogliamo comprando anche più di una barca (massimo 4), assoldando capitani e facendo scorte di esche e carburante. Già da qui dovremmo avere un minimo di strategia pianificata. Importante sarà decidere se partire con più pescherecci ma con meno capacità di carico, un inferiore resistenza alla tempesta e una minore velocità oppure puntare subito alle zone più pescose spendendo un po’ più di pv (denaro). Seguono la fase movimento, e la fase condizioni climatiche. Qui le carte determineranno di quanto si sposterà la pedina sulla track del tempo stabilendo quindi se ci saranno tempeste e di che entità (rischio naufragio). Finalmente fase pesca. Una volta che siamo arrivati sulla boa prendiamo il sacchetto del colore corrispondente e possiamo pescare dal sacchetto fino a tre volte una tessera pesce. Una plancetta riassuntiva ci informa sui tipi di pesce (e numero) che troviamo in ogni sacchetto e sul relativo valore. Dopo ogni estrazione decidiamo se tenere il pescato (e quindi stivarlo) o rigettarlo in mare. Nelle successive due fasi venderemo i pesci e svolgeremo le azioni di fine turno (ordine di turno [chi ha meno pv] e svuotamento porti).

Tiriamo le somme. L’ambientazione mi piaceva, ma i dubbi dopo più partite permangono. La grafica è confusionaria, si è cercato di rendere l’idea di una porzione di mare con profondità diverse ma il risultato non convince. Le plancette riepilogative sono bruttine, semplici rettangoli che potevano essere studiati meglio (forma di barca? e con le indicazioni più chiare). I tasselli peschereccio con il buco per la pedina capitano ci possono stare, ma la vera pecca sta nel sistema di pesca. Usare i sacchetti alla thebes è a mio avviso in linea con l’ambientazione, e risulta divertente, ma la pesca dei pesci è troppo fortunosa e visto che i punti li fai solo con quello il gioco è in balia del caso. Abbiamo avuto situazioni i cui un giocatore beccava con una botta di fortuna due o tre triple (pesci di maggior valore) in una sola pescata e altre in cui dopo diversi tentativi ci si ritrovava con i soliti squaletti che non valgono nulla. Vero è che la pesca non è una scienza esatta e ha delle variabili ma il gioco poteva essere aggiustato con qualche soluzione che permettesse comunque di fare punti. Per esempio inserire obbiettivi o la possibilità di ripescare in qualche modo, oppure punti per chi pesca più tipi di pesce, non so le ho buttate lì ma qualcosa andava fatto. Per quanto riguarda invece il clima, nelle varie partite giocate non è stato quasi mai determinante. Alla fine è un continuo avanti indietro: muoviti \ pesca \ ritorna \ vendi in un circolo vizioso senza sbocchi. Un peccato! Il gioco meritava. A mio avviso rimane la sensazione di un titolo gettato prematuramente sul mercato e che invece necessitava di qualche playtest per limarne i bug. Detto questo non mi sento comunque di dire che sia un fiasco totale ma quando hai davanti un gioco che poteva essere qualcosa in più ed invece rimane uno dei tanti senza troppe pretese il dispiacere si fa sentire. Comunque, provare per credere. Le conclusioni di uno snob dai gusti difficili potrebbero non essere in linea con il vostro palato. Perciò se vi trovate a metà tra un Deadliest Catch discovery channeliano e il vecchio e il mare di Hemingway, provate a pescare gli sfuggenti pesci spada di swordfish... e se avete anche Broadsword dei Jethro Tull, schiacciate play senza pensarci due volte, che su quello non ci sono dubbi!

Nessun commento:

Posta un commento