venerdì 19 dicembre 2014

Lancaster: God save the King (lo Snob)

Premessa:
ieri dovevamo andare online con questo articolo ma abbiamo avuto problemi tecnici (sistemati in parte solo ora [14:17 di venerdi 19]) e ci scusiamo per questo!

Con questo nuovo articolo diamo il benvenuto a un nuovo redattore, membro fondatore del gruppo e fiero possessore di una delle rare t-shirt River Forge: lo Snob.

Capita, trovandomi in un gruppo di giocatori che compra più titoli che pane, di dover spesso testare i nuovi arrivati, sacrificando a volte tempo prezioso per giochi che non avrei provato nemmeno sotto tortura. Ed è così, con lo stesso entusiasmo di quella volta che in Marocco ho dovuto farmi un aperitivo al TE’ VERDE!, che mi sono seduto al tavolo davanti a Lancaster. L’impatto visivo non è di quelli che ti catturano al primo istante, quindi il dubbio permaneva. Aggiungiamoci poi la spiegazione non proprio fluida di Khoril e finiamo con la classica frase: “ok iniziamo e vediamo come gira sennò mi rompo”.




L’ambientazione ci catapulta nel 1400, sotto la dominazione di Enrico V di Lancaster, come membri di nobili famiglie ambiziose che concorrono a diventare i più potenti alleati del nuovo re. Davanti abbiamo una plancia raffigurante il sud dell’Inghilterra, la scheda del parlamento, un inutile plancetta con la scorta risorse e le schede famiglia con relativo schermo per nascondere i trippoli vari.  La partita si svolge in cinque turni suddivisi in tre fasi: posizionamento cavalieri, parlamento, redditi.  Senza dilungarci troppo in una tediosa spiegazione delle regole, visto che non sono Khoril ;), diciamo che nella prima fase decideremo se piazzare i nostri cavalieri (di valore da 1 a 4) nella contea (dove si otterranno nella fase redditi  principalmente tessere nobile, ma non solo), nel castello (dove si ottiene denaro, scudieri cubi influenza e altri bonus immediati) oppure nella sezione conflitti (dove si potranno menar le mani con l’odiata Francia). Nella fase parlamento, invece, ci sarà l’interessante compito di votare per promulgare o bocciare le leggi proposte (che forniscono bonus di punti vittoria), usando i nostri cubetti influenza per agire d’intrigo. Ultima fase, i redditi, dove si raccolgono le tessere e i tripolini vari e si mena la Francia per ottenere PV.

In sostanza devo dire che mi sono ampiamente ricreduto su questo titolo. Alcune cosette lo rendono interessante, una su tutte la sezione del parlamento, dove diventa importante capire su quali leggi puntare la nostra influenza nascosta per accaparrarci PV e toglierli agli avversari. Anche l’idea che ai nostri cavalieri possa essere effettuato l’upgrade rende la partita in continuo movimento e cambia costantemente gli equilibri nelle sezioni. Interazione alta, ambientazione calata il giusto, pianificazione a medio\lungo termine nella media e comprensione meccaniche buona, diciamo un sei meno. Cosa poteva andare meglio? La grafica più accattivante (anche se non ci troviamo ai livelli de il vecchio), il regolamento non propriamente chiarissimo (buono ma non immediato) e il prezzo che ancora sui 45 potrebbe frenare gli entusiasmi. Da snob dai gusti difficili lo consiglio. Ultimo accenno, permettetemi da amante della musica, mi correggo della buona musica di abbinare come piace fare a me una canzone al gioco. A me vengono in mente i Queen, direi “Who whants to live forever”.

2 commenti:

  1. La canzone dei Queen la consigli per tutta la serata, scherzo.
    Complimenti ciao.

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  2. certamente! Un sottofondo di tutto rispetto. E' vero che cinematograficamente è più associata alla Scozia che non all'Inghilterra, ma per starci ci sta tutta. (a mio avviso ovviamente)
    Grazie e ciao.

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