venerdì 26 dicembre 2014

Blood Bowl: Team Manager (il Designer)

Intorno al '98 o '99, in piena fase adolescenziale, trovai in edicola il primo numero di White Dwarf, rivista edita dalla Games Workshop per la fidelizzazione degli acquirenti delle loro miniature. Grazie a quella rivista, vorace delle mie paghette, conobbi Blood Bowl e tutto il suo background. Notate, non ho mai giocato in vita mia una sola partita a un gioco GW, ma ho comunque comprato per anni la rivista, sfruttato le sue idee nelle mie sessioni di gdr e continuato a rimirare affascinato gli eserciti esposti alle varie manifestazioni ludiche.

Quando nel 2011 la FFG ha pubblicato Blood Bowl: Team Manager ho comprato a scatola chiusa la versione localizzata da Giochi Uniti.
Un paio di settimane fa ho rispolverato la scatola dopo qualche mese di inattività e oggi mi prendo qualche minuto per scrivere di questo gioco che spesso ci ha fatto divertire.
Spiegare in due parole il gioco non è semplice, nonostante la sua linearità infatti mescola in maniera sapiente diverse meccaniche, ottenendone una miscela davvero divertente. Ogni giocatore rappresenta l'allenatore di una squadra del campionato di blood bowl (date un'occhiata qui per saperne di più), rappresentata da un mazzo di carte diverso per ogni razza (variable player powers). Il giocatore dovrà gestire la mano di carte (hand management), rinforzare la propria squadra (draft e un blando deck building) e ampliare lo staff (draft). Durante ciascuna giornata di campionato si dovranno schierare giocatori nelle partite (area influence) e pregare che i dadi ci assistano nei placcaggi (dice rolling). Vincendo partite e tornei i giocatori ottengono ricompense e tifosi, i punti vittoria.

Blood Bowl: Team Manager impegna da 2 a 4 giocatori per un'ora o poco più, divertendo con la sua interazione diretta e la sensazione di tirarsi mazzate e colpi bassi nella versione più selvaggia del football americano. Il regolamento è semplice e chiaro, con immagini ed esempi esplicativi, limitando a un paio di occasioni i passaggi non immediati. I materiali sono ottimi, come FFG ci ha abituato, rispetto a un prezzo coerente con il tipo di gioco. Il gioco è abbastanza vario, con 4 razze da provare (più altre disponibili con l'espansione) e decine di carte che non entreranno in gioco ogni partita.

Se cercate un gioco di carte divertente, che scali bene anche in due e fruibile da un pubblico abbastanza ampio, BB può fare al caso vostro; sarà impagabile vedere la reazione del vostro avversario quando calerete il bestione irto di spuntoni presente sulla copertina. Se non vi curate di immagini e flavour text e se la componente casuale in un gioco vi fa venire l'orticaria tenetevi lontani da questo american zeppo di carte, dadi e segnalini imbroglio con un range di valori che farebbe accapponare la pelle a qualunque feldiano!

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