giovedì 13 novembre 2014

Spyrium che io me la cavo (il Compulsivo)

Per Spyrium sono state spese migliaia di parole, in particolare nell'improprio paragone con il capolavoro del suo autore William Attia, Caylus.
Spyrium è un gioco per 2-5 giocatori che non scala bene, di più. Qualcuno cerca nella scalabilità una pari esperienza di gioco al variare del numero di giocatori, questo gioco ci offre qualcosa di diverso.

Facciamo un passo indietro. Come funziona il piazzamento lavoratori? Costruita una matrice di 3x3 carte, ogni giocatore decide dove piazzare i propri 3 lavoranti negli spazi tra le carte, come fossero isolati e vie di una città. Quando attivi una carta ritiri il tuo lavoratore e paghi tante monete quanto indicato dalla carta più una per ogni altro lavoratore adiacente. Quando ritiri il tuo lavoratore senza prendere/attivare la carta, ottieni tante monete quanti sono gli altri lavoratori adiacenti a una delle carte a cui era adiacente il lavoratore. Ok, prendi in mano il regolamento e pensi "da 2 a 5, qui avere 6 o 15 lavoranti sul tavolo cambia tutto, come fa questo gioco a funzionare?" e il nostro amico Willy fa il colpaccio.
Al cambiare del numero dei giocatori cambia l'utilità delle carte, cambia il costo medio, cambia la rendita, cambiano le strategie, cambia il flavour del gioco... ma tutto rimane stabilmente in equilibrio. Giocare una partita a 2 o a 5 è un'esperienza diversa e questo mi piace un sacco.

A questo c'è da aggiungere un ulteriore pregio, che da il titolo a questo articolo. Fino all'ultima tornata di carte, la sesta, l'esito non è mai scontato, non si è mai sicuri delle posizioni nonostante i punti siano palesi e ci possano essere discreti margini di punti. Un errore nel piazzamento o un colpo di genio nel ritiro dei lavoratori, la scorta di spyrium che converti in un botto di punti o spezzarsi i reni in quattro sulla carta da 12 punti; molti fattori possono cambiare l'inerzia della partita. E anche questo mi piace un sacco.

In definitiva, una qualità assoluta in una piccola scatola a un costo contenuto per un gioco secondo me sottostimato. Se l'ambientazione fittizia non vi tange e cercate un grande esempio di gamedesign, questo è il vostro gioco.

5 commenti:

  1. Un gioco spettacolare... Consigliatissimo!

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  2. vorrei aggiungere che mi sto prendendo bene con questa vena da titolista british... per vostra sfortuna

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  3. resta comunque il fatto che solitamente vince chi si aggiudica la carta da 12.. e non mi piace che l'ultima mano di carte sia sempre la stessa mentre le precedenti variano.. nel complesso un buon titolo.. divertente sempre che non giochiate contro calcolatori umani come il nostro buon khoril.. nel caso non avrete nessuna speranza

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    1. Non sono d'accordo sull'importanza della carta da 12. Questo a parte, la manche finale con le carte certe è una fantastica sceltaidi design; grazie a questo puoi infatti pianificare per bene l'ultimo serie di turni.

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  4. Non è tra i miei giochi preferiti, ma in una serata la seconda partita è swmpre piu combattuta proprio perché consci e geatisci meglio l'ultimo turno

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