martedì 21 ottobre 2014

Santiago de Cuba, il gestionale che non impegna (il niubbo)


Fra tutti i generi di board games che il mercato offre, quello che mi intimorisce maggiormente ancora adesso è il “gestionale” e non vi dico gli incubi in cui, nonostante i miei calcoli astrofisici, non riuscivo mai a sfamare l’omino al momento giusto o rimanevo irrimediabilmente senza un mattone durante la fase di costruzione.
Dovevo trovare il modo con cui anche i non giocatori potessero approcciarsi a questo genere di gioco nel modo meno traumatico possibile ed è così che si è materializzato sul mio tavolo Santiago de Cuba, un gioco di Michael Rieneck, edito da Eggertspiele e distribuito dalla Pegasus Spiele, per 2-4 giocatori, con una durata compresa tra 40-60 minuti (ed è proprio vero), da 10 anni in su.
Lo scopo del gioco è quello di raccogliere il maggior numero di punti vittoria, amministrando al meglio il denaro e le merci.


Il setup è molto veloce. Dopo aver posizionato il tabellone sul tavolo si mescolano le 12 tessere edificio e si distribuiscono a caso negli spazi appositi.  Inoltre si mescolano le 9 tessere abitante e si distribuiscono a caso nei 9 spazi al centro del tabellone. Una strada corre davanti alle tessere abitanti.Una macchina (usata da tutti i giocatori) verrà usata lungo questa strada in senso orario. La strada ha 10 fermate: ogni stella bianca appartiene all'abitante adiacente e la stella gialla appartiene al porto da dove inizia il gioco. Si colloca il gettone nave nel primo spazio della barra della nave. Questo è il primo dei 7 mercantili che attraccano in porto durante il gioco. Si pone il segnalino di indicatore prezzo sulla corrispondente casella. Questo segnalino indica la quantità di punti vittoria che si ricevono per ogni merce consegnata alla nave e può variare. Si tirano i dadi che sono uno per ogni tipo di merce e se ne esclude uno  per determinare la richiesta della prima nave. Ogni giocatore inizialmente riceve 3 pesos, 2 punti vittoria e tre merci che nasconde dietro il proprio schermo, inoltre riceve i tre indicatori di proprietà e il pedone del proprio colore.
A questo punto la partita può iniziare e il giocatore di turno ha due azioni a disposizione. La prima è andare in auto da un abitante o al porto. Gli abitanti permettono ai giocatori di guadagnare denaro, ottenere merci e punti vittoria o, ancora, “impossessarsi” di un edificio o derubare gli avversari, mentre il porto permette di guadagnare punti vittoria scartando le merci richieste. La seconda azione permette di utilizzare uno tra gli edifici associati all'abitante di turno. In questo caso si potranno trasformare merci, barattare denaro per punti vittoria e altre possibilità davvero sfiziose. In questo modo le navi partono una dopo l’altra sempre più veloci fino al termine della partita con la partenza della settima nave.
Il regolamento di questo gioco è scritto bene con tanti esempi e illustrazioni. A questo proposito un giudizio positivo alla grafica del gioco in generale. Anche se il tabellone è leggermente cupo nei colori, sono ben rappresentate e per questo spiccano bene sia le tessere degli abitanti che degli edifici, inoltre la simbologia utilizzata è molto facile da padroneggiare e lo stile in generale favorisce l’ambientazione. Allo stesso modo il resto della componentistica è di buona fattura. Unico piccolo difetto riscontrato solo negli schermi che risultano leggermente sottodimensionati. Punto forte che spesso ricerco nei giochi da tavolo è l’interazione tra i giocatori. Prima di tutto il fatto di essere virtualmente tutti a bordo dell’unico taxi che scorrazza per la città. Anche se ogni giocatore, durante il proprio turno, lo muove per conto proprio, si è costretti a seguirne il tragitto per valutare la mossa successiva più conveniente o strategica. Alcune azioni, inoltre, coinvolgono gli avversari direttamente come quella de “el zorro” (il ladro). Altre permettono di modificare la richiesta sulle navi, azione particolarmente bastarda, e per questo spesso gradita, dal momento che le merci sono limitate e la scorta visibile a tutti.
Ho notato che, nonostante ci siano ben 3 risorse da gestire (denaro, merci e punti vittoria) basta un giro della città e tutti i giocatori (e dico tutti) riescono a valorizzare ogni cosa nel giusto modo sviluppando partite sul filo del punto.
Il limite di 4 giocatori secondo me è azzeccatissimo perché contiene i pochi tempi morti alla soglia tollerabile anche da chi è agli antipodi dei gestionali.
La longevità è garantita dal fatto che ,ad ogni partita, è il caso ad associare gli abitanti alla serie di tre edifici, quindi combinazioni sempre diverse. A prima vista sembrava ci fossero strategie dominanti ma si può comunque trovare un’alternativa di difesa viste le diverse possibilità di ottenere punti vittoria.
Senza dubbio questo gioco è un ottimo trampolino di lancio sul genere dei gestionali perché ingloba tante cose ma lo fa in modo semplice, scorrevole e divertente. Lo consiglio a tutti in generale, anche ai dubbiosi, perché merita una possibilità. Da ricordare assolutamente che rimane un entry-level ma se ci fosse qualche espertone che se lo è fatto scappare, potrà fagli tornare alla mente le prime esperienze sul campo e regalargli qualcosa di positivo.
A tutti voi auguro buon divertimento ma vi devo lasciare... c’è un taxi che mi aspetta.

2 commenti:

  1. Un gioco ingiustamente snobbato (più che sottovalutato) e che invece meriterebbe più attenzione.
    Tra l'altro ad un prezzo assolutamente alla portata.

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    1. sono d'accordissimo. al contrario di quanto dice il recensore però, nella mia esperienza qualche volta ha sforato l'ora; e se lo propongo a un occasionale che so che non devo impegnarlo oltre un certo limite, è un elemento di cui tenere conto.

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