martedì 2 settembre 2014

Evo, gran bella scoperta! (il Niubbo)

Diamo il benvenuto un nuovo articolista del nostro blog, che chiameremo il Niubbo, essendo l'ultimo del gruppo a essersi approcciato ai giochi da tavolo, ma non sottovalutatelo, è partito fortissimo e si tiene molto aggiornato!

Mi sono messo alla ricerca di un gioco da tavolo che presentasse tra le sue meccaniche la conquista, l’invasione e il combattimento. In breve tempo avrei potuto navigare in un mare di titoli che soddisfacevano tali requisiti. Il mio desiderio, però, era quello di evitare l’ambientazione bellica (di qualsiasi epoca: passata, presente o futura che fosse). Non volevo per forza costringere i miei compagni di gioco (e costringermi) ad attaccarsi con carri armati o caccia-bombardieri, o a doversi eliminare a vicenda usando dalle clave ai raggi laser superfotonici. Quale gioco avrebbe quindi potuto divertire e trasmettere la stessa sensazione di coinvolgimento senza rischiare di cadere in uno scenario violento?
La risposta l’ho trovata in Evo (seconda edizione del 2011) ideato da Philippe Keyaerts ed edito in Italia da Asterion Press.


La prima cosa che mi ha colpito di questo titolo è stata la parte grafica. Se la prima edizione del 2001 presentava uno stile da cartoon, la nuova edizione è molto più matura e ti proietta immediatamente al periodo giurassico. Da 2 a 5 giocatori vestono i ruoli di “tribu” preistoriche in simbiosi con altrettanti branchi di dinosauri. Una bella nota fantasy è data dal laboratorio di biologia che le nostre tribù dovranno utilizzare per far evolvere i propri dinosauri.
Il gioco si svolge a turni, divisi in 6 fasi. La prima fase “clima” svela ogni turno una tessera che modificherà la ruota del clima fino a capovolgere una delle ultime tre in cui compare un meteorite. A quel punto la partita termina immediatamente. La seconda fase “mutazione” vede i giocatori impegnati in una avvincente asta per guadagnare i preziosi geni che potenzieranno i vari branchi. Interessante sapere che il valore pagato per questi geni  è costituito dai punti vittoria posseduti dai giocatori. Segue la fase “iniziativa” in cui viene determinato il nuovo ordine di gioco. Quarta fase “movimento”. Ogni giocatore inizia la sua partita con due dinosauri piazzati su due caselle terreno adiacenti sulla plancia principale. Grazie ai geni prestampati sulle proprie schede personali , i giocatori possono muovere i loro dinosauri sull’isola, spostandosi tra i quattro tipi di suolo divisi nei quattro colori: verde, giallo, marrone e bianco. Durante la quinta fase “nascita” e sempre in base ai geni posseduti, ogni giocatore deve aggiungere uno o più dinosauri su un terreno adiacente a quello occupato da un proprio rettile. Nell’ultima fase “ sopravvivenza” ogni giocatore verifica, in base alla ruota del clima, che tutti i propri dinosauri siano in una zona di terreno sicura o che siano in qualche modo protetti  in quel momento. Ad ogni dinosauro sopravvissuto nell’ultima fase corrisponde un punto vittoria consegnato al giocatore. Quando il meteorite si schianta vince il giocatore con più punti vittoria e, in caso di pareggio, quello con più dinosauri sulla plancia principale al momento del catastrofico impatto.
Grazie ad un regolamento semplice, questo gioco ingloba molto bene diverse meccaniche che vengono immediatamente assorbite anche da giocatori alla prima esperienza. 
Un punto di forza è il grado molto alto di interazione che c’è tra i giocatori. Interazione diretta al momento dell’asta per aggiudicarsi i geni, durante i combattimenti quando i terreni su cui “fuggire” cominceranno a scarseggiare (...eh si, ci sono anche quelli!) o al momento in cui vengono giocate le carte evento che aggiungono ulteriore imprevedibilità. Interazione indiretta quando, invece di aspettare sonnolenti il nostro turno, saremo costretti a seguire le migrazioni degli avversari o le loro covate per poter successivamente modificare la nostra strategia.
Devo ammettere che , in alcuni momenti, questo gioco assume tratti scacchistici ma lo scervellamento che ne consegue è minimo e ben tollerato anche dai principianti.
L’ho provato con 3, 4 e 5 giocatori. Tra questi ho avuto giocatori alla prima esperienza, giocatori occasionale e giocatori esperti, sarà stata la varietà al tavolo ma in generale ha raccolto molti consensi. Unica nota da segnalare è la durata che tende ad aumentare sproporzionatamente al numero di giocatori.
Seguendo i commenti del grande pubblico, le poche critiche negative mosse contro questo gioco giungono da giocatori esperti che lo considerano sempliciotto. Mi sono permesso di contestualizzare Evo come entry-level e family-game dal profilo strategico. Per il pubblico a cui si rivolge, è offerto un giusto livello di difficoltà ed è garantito intrattenimento e sane risate.
Nel complesso lo consiglio calorosamente a tutti, soprattutto ai nostalgici che come me sono rimasti imbambolati davanti al grande schermo quel 1993 in cui Spielberg consegnava alla storia del cinema uno dei titoli che tutt'ora conserva un posto di rilievo tra i maggiori incassi di sempre. Se il sig. Hammond vi diede il benvenuto al Jurassik Park, io vi dico: "Buon divertimento con EVO!".

3 commenti:

  1. credo che Evo non sia mai entrato nella collezione del gruppo per colpa dell'importanza della fase di asta, cosa che non piace ad alcuni. sono contento che Ale gli abbia dato una possibilità, lo proverò molto volentieri.

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  2. non amo le aste, ma in questo caso devo ammettere che danno quel tocco in più al gioco! sono anche aste particolari, azzeccatissime! danno pepe e azzardo al titolo che non guasta. promosso a pieni voti (anzi, lo sto cercando per aggiungerlo alla mia collezione ^__^)

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  3. Ricordo le nottate passate a giocare a Risiko (interminabilli) con montagne di cararmatini (hihihi) ... la semplicità del gioco ha fatto appassionare me e molti altri al mondo del gioco in scatola ... la sensazione a pelle per Evo è la stessa!!! Da buon vecchio dinosauro riuscirò a sopravvivere ......

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