giovedì 18 settembre 2014

DungeonDice.it [persone dietro lo scontrino]

Questo articolo fa parte di una nuova mini rubrica che vuole far conoscere le persone dietro le realtà commerciali che animano il mercato dei giochi da tavolo. Oggi intervistiamo Mario dello store online DungeonDice.it.

Ciao Mario, per prima cosa ti chiediamo di presentarti ai nostri lettori, chi sei e cosa fai?
Ciao, mi chiamo Mario e sono 2 anni che ho smesso di giocare ai giochi brutti (seee, magari! :P).
A parte questo sono un trentunenne originario di Pisa e trapiantato a Lucca, ho studiato Economia, sono consulente di alcune aziende ma soprattutto gestisco l'e-commerce DungeonDice.itSe non lo conoscete già niente birra per voi! :)

Da giocatore, quale è il tuo genere e gioco preferito?
Mi ritengo un giocatore piuttosto eclettico, anche per deformazione professionale, ma soprattutto perché mi piace sperimentare ogni genere, ogni meccanica, ogni tipo di esperienza al tavolo.
Difficilmente rifiuto di provare un gioco perché non mi convince l'ambientazione o perché ad esempio è un Ameritrash o un German molto calcoloso.
Se dovessi proprio nominare un genere direi lo sci-fi mettendo al primo posto della mia collezione Twilight Imperium 3rd Edition. Seguito a breve distanza da Battlestar Galactica.

Quale percorso ti ha portato a vendere giochi?
Ho fatto diversi lavori prima di fare il commerciante, sia per pagarmi gli studi, sia perché ho sempre pensato che lo studio ha più valore se riesci a sposarlo con la pratica.
Alla fine ho deciso di avviare questa azienda per una sfida con me stesso, con un parente e con un professore di Economia.

In poche parole cosa ti ha spinto ad aprire uno store online?
All'ultimo anno della specialistica ho avuto modo di studiare alcuni testi piuttosto interessanti di marketing di un certo Philip Kotler, un esperto di marketing che ha apportato grandi innovazioni alle metodologie scientifiche di questa disciplina. In questi testi, Kotler solleva alcuni interrogativi sui mercati di nicchia e propone sfide interessanti per il prossimo trentennio, quello che stiamo vivendo per intenderci.
Mi sono talmente innamorato del suo modo di concepire i mercati di nicchia che ho deciso di provare a lavorare in uno di essi con un approccio metodologico e scientifico, cioè basato su ricerca, analisi e applicazione di strategie. Vedremo quello che succederà!

Qual è il "manifesto" della tua attività?
L'e-commerce, prima ancora che un negozio, è un servizio. Dal sito web al supporto tecnico e post-vendita, dalla qualità delle informazioni alla gamma delle offerte, dalla scelta degli imballaggi al processo operativo.
In realtà la vendita è solo il meccanismo che aziona un servizio a 360° molto complesso, che spesso si dà per scontato.
Il nostro manifesto è quello di offrire qualità al cliente in ciascuno dei servizi offerti attraverso un costante processo di miglioramento basato sull'ascolto dei nostri clienti.

Come è strutturata la vostra attività?
Si tratta di un'azienda molto piccola, che si avvale di risorse interne e professionisti esterni. Come ogni e-commerce abbiamo chi gestisce il magazzino, chi gestisce la contabilità, chi gestisce la comunicazione, chi il catalogo etc.etc. Dal prossimo anno andremo a spostare la nostra sede operativa in una nuova struttura di oltre 500 mq per ampliare gli uffici e l'area adibita a stoccaggio merci, oltre ad assumere nuovo personale. 

Quanto tempo ti impiega nella giornata (gestione ordini, spedizioni, comunicazione, sito, etc)?
Mediamente lavoro 12 ore al giorno e questo inevitabilmente si ripercuote su gran parte della mia vita personale e sociale. Del resto è l'unico modo per far sopravvivere una piccola impresa di questi tempi. Gli autonomi che ci leggono potranno confermarlo di sicuro. E' il mio lavoro, la mia passione, il mio obiettivo. Va bene così.
Scendere nel dettaglio invece è piuttosto complicato: non sempre riceviamo la stessa quantità di ordini, non sempre dobbiamo effettuare manutenzioni straordinarie al sito. Diciamo che la maggior parte del tempo è dedicata al reperimento dei prodotti: trattandosi di un mercato molto segmentato sia per vastità di aziende produttrici sia per assenza di punti fermi nella distribuzione all'ingrosso che facciano da collettore multimarca.
Avere un catalogo aggiornato, con un flusso di prodotti sempre nuovi da ogni angolo del globo è il vero costo e la vera sfida di un'azienda come questa.

Alcuni vedono il venditore come un paperone che fa soldi a palate... confermi (in tono ironico)? 
Hanno ragione! Non date retta a chi vi dice che non ci sono i margini: si fanno soldi a palate, ma non possiamo dirlo in giro altrimenti sai quanti concorr... Questa non la pubblichi vero? o_O"

Cosa pensi del mercato dei giochi da tavolo in Italia? e riguardo i giochi di ruolo?
Diciamo che quando studi un mercato e cerchi di capirlo sei costretto a cambiare idea molte volte. Questo mi diverte molto, lo trovo un esercizio mentale veramente gratificante.
Quello che posso dire è che certamente i volumi non sono confortanti rispetto ad altri settori di nicchia, ma credo che il problema sia dovuto principalmente al funzionamento della distribuzione e ad una cultura del gioco analogico che fatica ad emergere in Italia. Basti pensare che le associazioni ricevono pochissimo supporto per l'enorme lavoro di divulgazione che fanno e che le iniziative importanti (penso alla Play di Modena) non ricevono quell'attenzione mediatica che invece meriterebbero. E' un settore di nicchia che stenta a crearsi una sua credibilità e questo è disarmante. Servirebbe uno sforzo e una professionalità maggiore e più estesa.
Tuttavia vedo anche segnali positivi in crescita, soprattutto in questo 2014, che mi danno speranza e mi portano di fatto a investire nuovo capitale e nuove risorse per i prossimi anni.
Il gioco di ruolo è, almeno per il mio negozio, la nicchia nella nicchia. Lo abbiamo introdotto nell'ultimo anno e siamo rimasti piacevolmente sorpresi dai numeri. Molti vogliono farlo passare come un mercato morto, ma io non credo assolutamente che sia così. Anzi...

Spesso su forum e blog si scatenano discussioni sul prezzo dei giochi. qual è il tuo punto di vista?
Il prezzo è influenzato da moltissimi fattori: i materiali selezionati, l'illustratore scelto, la complessità della componentistica, le quantità tirate (o tirabili in funzione delle vendite medie attese), i trasporti, la promozione, le ore lavoro per ottenere il prodotto finito, le royalties agli autori etc.etc. Poi ci sono i ricarichi della distribuzione editore -> negozio oppure editore -> grossista -> negozio, nonché tutti i costi necessari a supportare la distribuzione.
Leggo molte polemiche sui prezzi, ma per far arrivare un gioco finito dalla testa di un autore alla città dove abitate è necessario innescare moltissimi meccanismi, moltissime braccia e un enorme dispendio di risorse economiche. A nessuno piace svolgere il suo lavoro ogni giorno senza essere pagato no? 
Tuttavia se si vanno a vedere i rapporti tra costi di produzione e utili delle più importanti aziende operanti nel settore, ci accorgiamo che i ricarichi non sono così folli come si crede, anzi! E' un settore che spesso viaggia sul filo del rasoio e una singola produzione di scarsa qualità può creare problemi all'azienda produttrice e tutte quelle coinvolte a cascata. Credetemi quando vi dico che c'è tanto invenduto nei magazzini e non sempre è una questione di rapporto qualità/prezzo.
La cosa che invece non mi rende molto felice è che, molto spesso, il dito venga puntato contro i rivenditori e i loro presunti ricarichi. 
Il negozio non fa altro che applicare quello che è il prezzo suggerito dall'editore e da lì, casomai, scende.
Se ad esempio il prezzo di listino suggerito dall'editore è 50€, questo importo diventerà la base di calcolo dello sconto lordo (cioè comprensivo di IVA) a noi negozianti. Capite bene che scendere al di sotto di quella soglia significa perdere consistenti fette di margine; margine che deve coprire non solo lo stipendio di chi lavora in negozio (fisico o elettronico) ma anche INPS, IRPEF, imposte regionali e provinciali, IRAP, assicurazioni, costi dei trasporti, costi di affitto dei locali, utenze etc.etc.
Il consiglio che posso offrire è quello di valutare sempre attentamente il gioco, sia in funzione della sua originalità e della sua longevità, sia per la qualità effettiva della produzione. Ci sono tantissime produzioni eccellenti, con rapporti qualità/prezzo incredibili.
Grazie ad Internet, l'enorme quantità di contributi, recensioni e video è possibile farsi un'idea completa prima dell'acquisto!

Spazio libero. Chiudi con un messaggio ai nostri lettori.
Ma non mi hai chiesto nulla sui nostri progetti futuri!!!
Quindi non vi dirò quello che abbiamo in cantiere per il 2015, ma se volete scoprirlo potete sempre seguirci su facebook (https://www.facebook.com/DungeonDice.it).
Ad ogni modo ci saranno grosse novità sia per il sito, sia per il nostro... catalogo! :)
Nel frattempo vi ringrazio per questa opportunità, sperando che ce ne siano altre in futuro!


Grazie per aver contribuito a questa rubrica. Ciao.
Nota ai negozianti. se non siete stati contattati è solo perché la redazione non vi conosce. se volete presentarvi ai nostri lettori potete contattarci su queste pagine o via mail. grazie.

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